Sanità, Zaia: ricorreremo per difendere leggi su carenza medici

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Treviso, 25 gen. (askanews) - Sul fronte della carenza di medici la Regione Veneto vuole investire nella formazione di medici che poi resteranno sul territorio. Ma due provvedimenti sono stati bocciati dal Governo.

Lo ha ribadito il presidente del Veneto, Luca Zaia a margine di un'iniziativa a Conegliano (Treviso). "Sono 2,2 mln di euro all'anno che vogliamo dare ai medici in modo tale da uniformare gli stipendi regionali e questo è stato bocciato dal Governo, un'altra partita riguarda le 90 borse di studio che noi diamo ai laureati in medicina per la specialità, borse di studio che ci costano ogni anno 10 mln di euro. I medici che ne beneficiano hanno l'obbligo di fare i concorsi in Veneto per restare a lavorare qui, se così non accade restituiscono in toto o in quota parte i soldi delle borse di studio che noi dedichiamo a nuovi studenti. Il tutto per risolvere il problema dei medici in Veneto. Ci hanno impugnato tutte e due le leggi - sottolineato Zaia -ricorreremo, andremo davanti alla Corte Costituzionale e difenderemo con i denti fino in fondo queste due leggi".

Se la Corte desse ragione al Consiglio dei Ministri, il presidente del Veneto promette "noi andremo avanti, faremo ancora leggi e non ci arrenderemo, in un momento in cui mancano i medici in Italia, noi siamo  una regione che incentiva i giovani medici a restare sul territorio formandoli  con delle borse di studio che consentano ai veneti contare su medici che restano in Veneto. Ci sono stati dei pareri negativi da parte della sanità, quindi il ministero della Salute non può parlare dell'emergenza medici e poi quando noi facciamo delle leggi a tutela dei nostri medici , ci bocciano tutto. Aspetteremo il pronunciamento della Corte, in Italia mancano 56mila medici in Veneto ne mancano 1.300, non a caso abbiamo firmato un accordo strepitoso con le due università di Padova e di Verona per la formazione per portare medici sul territorio", ha concluso.