Sanita': Censis, 2 mln italiani curati in tempo grazie a diagnostica

Roma, 3 mag. (Adnkronos Salute) - Quando la tecnologia salva la vita: sono più di 2 milioni gli italiani che nel 2011, grazie a un accertamento diagnostico eseguito tramite la Tac, la risonanza magnetica, l'ecografia, la mammografia o un test di laboratorio, dichiarano di aver scoperto di essere affetti da una patologia grave, potenzialmente mortale, riuscendo così a curarsi per tempo. E' quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis per Assobiomedica, presentata oggi a Roma.

E se sono 700 mila gli occupati che, grazie a un esame come questi, hanno potuto individuare patologie mortali da cui sono stati curati, in termini di produttività ciò equivale a un valore aggiunto di circa 40,6 miliardi di euro.

L'indagine sottolinea che secondo gli italiani occorre investire nelle tecnologie biomedicali nel pubblico, per garantire cure efficaci. Innalzamento della qualità della vita ed efficacia delle cure: questo ci si aspetta in futuro dai dispositivi medici. Il 74% dei connazionali considera i soldi pubblici spesi per acquistare tecnologie medicali come un investimento utile, e non come un costo da tagliare. Per il futuro, il 49,5% degli italiani si aspetta che i dispositivi medici aiutino a praticare cure e terapie meno invasive, il 42% che contribuiscano a individuare precocemente le patologie, il 36% che mettano a disposizione dei cittadini strumenti sempre più semplici utilizzabili direttamente dalle persone senza dover ricorrere ai professionisti sanitari, il 20% che mettano a disposizione ausili sempre più personalizzati.

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