Sanita', Cimo-Fesmed "Pnrr senza riforma aumenta disuguaglianze Nord-Sud"

Redazione
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ROMA (ITALPRESS) - "I fondi stanziati dall'Europa per il nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) riservano fondi anche per il futuro della sanita', ma si tratta di finanziamenti strutturati che lasciano pochi margini di manovra e l'Italia deve utilizzarli bene considerando le attuali significative disuguaglianze generazionali e territoriali proprio attraverso una sfida culturale che impegna soprattutto le regioni del sud". Cosi' il presidente della Federazione CIMO-FESMED Guido Quici e' intervenuto come relatore alla conferenza organizzata il 23-24 marzo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Ministra Carfagna sui progetti del PNRR per il Sud, in particolare nel dibattito sul tema "Salute, filiera strategica".

Nel suo intervento Quici ha sottolineato come attraverso i 750 mld della Next Generation stanziati dalla EU e, a cascata, i 222,9 miliardi destinati all'Italia, l'Europa intende rilanciare settori dove i Paesi sono particolarmente sofferenti. In particolare, per la cosiddetta Missione 6 riguardante la sanita', l'investimento di 19,6 mld sara' finalizzato alla digitalizzazione, innovazione, tecnologia e ricerca.

Partendo dal presupposto che l'OMS ha dichiarato nel 2019 che il vero obiettivo futuro e' la Sanita' Digitale, occorre dunque recuperare in Italia un notevole gap perche' la spesa per la sanita' digitale, anno 2018, e' stata di soli 1,8 mld, la spesa pro capite per le innovazioni in sanita' di 25 euro pro capite, e l'Italia occupa la 25° posizione su 28 Paesi UE in termini di accesso al primo livello digitale.

Il presidente di CIMO-FESMED ha ricordato che "il divario tra Italia ed altre nazioni, e tra nord e sud del nostro Paese e' certificato dal Digital Economy and Society Index che ha evidenziato come l'Italia sia divisa in due e lontana dalla UE per tutto cio' che riguarda la connettivita' (UE 56,7 - IT 36,8), il capitale umano (UE 72,8 - IT 44,0), l'uso di internet (UE 59,4 - IT 43,2), le integrazioni tecnologiche digitali (Nord-Ovest 43,4 - Sud 10,9) e i servizi pubblici digitali (UE 74,0 - IT 50,0). A cui si legano anche le diseguaglianze sociali e culturali del nostro Paese (popolazione over 60, istruzione, connettivita', ecc.). Ma abbiamo anche - ha sottolineato Quici - un evidente divario tra nord e sud in termini di accesso alle cure, che dovrebbe indirizzare il come utilizzare i fondi del PNRR. Dove la sanita' funziona, i finanziamenti della Next Generation devono contribuire a completare i processi di ammodernamento delle strutture sanitarie; viceversa, dove la sanita' e' in affanno i benefici del PNRR sono ad oggi marginali e cio' rischia di aumentare il divario tra nord e sud".

"E' necessario affrontare la questione accompagnando gli investimenti con una seria riforma del SSN. Ma ad oggi riforma della sanita' e la sua governance sono le grandi assenti nel PNRR.

Cio' che non ci convince nel Piano Nazionale e' la ripetitivita' di due concetti: rafforzare e potenziare. Si da' per scontato che l'attuale organizzazione del sistema sanitario sia sufficientemente valido e che gli attuali modelli necessitano solo di processi di manutenzione e ammodernamento nell'ottica della digitalizzazione e della tecnologia. Purtroppo, non e' affatto cosi'", ha affermato Quici.

La proposta che CIMO-FESMED porta avanti da tempo e' che bisogna rivedere il sistema di finanziamento del SSN, occorre dare trasparenza al "paniere" che costituisce il Fondo, occorre modificare le regole di ripartizione dei fondi tra le regioni per dare diritto di accesso alle cure a tutti i cittadini. Tutto questo significa rivedere il Titolo V della Costituzione recuperando la centralita' del ruolo del Ministero della Salute proprio alla luce di quanto sta emergendo in questa emergenza sanitaria, anche con la rivisitazione dei modelli organizzativi sia in ambito ospedaliero che territoriale attraverso una rimodulazione del Patto della salute e del DM 70/15.

Quici ha aggiunto che "non deve essere trascurato come il sistema salute si regga sui professionisti, ragion per cui occorre rivedere la governance delle aziende sanitarie dal governo clinico delle attivita' fino alla rappresentanza e rappresentativita' riconducendo l'organizzazione del lavoro sotto il controllo del Ministero della salute".

In sintesi, per il Presidente CIMO-FESMED "e' prioritario rivedere urgentemente i pilastri su cui si basa il nostro SSN, dalla sostenibilita' alla governance, all'accesso alle cure, proprio per evitare che gli interventi previsti dal PNRR, anziche' diventare una leva di ripresa e crescita, possano tramutarsi paradossalmente in un incremento delle diseguaglianze tra i cittadini delle diverse regioni d'Italia".

(ITALPRESS).

sat/com