Sanita': da accorpamento Asl a costo operazioni, cittadini contro sprechi

Roma, 8 mag. (Adnkronos Salute) - Dall'accorpamento delle Asl al costo delle operazioni chirurgiche. E ancora. Dagli acquisti centralizzati alle confezioni di farmaci: sono solo alcuni temi contenuti nelle migliaia di segnalazioni sugli sprechi e le inefficienze in sanità, inviate dai cittadini italiani al sito appositamente istituito dal governo sulla spending review. Oltre il 4% delle segnalazioni scrutinate fino a questa mattina - circa il 20% delle 95 mila complessive arrivate al governo - riguarda infatti problemi legati al servizio sanitario.

Da Lecce ad esempio, secondo gli estratti delle segnalazioni in possesso dell'Adnkronos Salute, c'è chi pone la questione di una migliore razionalizzazione delle dosi dei farmaci: "Se un medico prescrive una cura che dura 10 giorni, perché la farmacia dà una confezione da 30? Quando si finisce la cura di 10 pastiglie le altre 20 vanno buttate. In Gran Bretagna la cura dura 10 giorni e il medico prescrive solo 10 pasticche". Da Pavia auspicano invece l'accorpamento delle aziende ospedaliere: "La provincia di Pavia ha circa 500 mila abitanti. C'è una Asl con 4 direttori (generale, sanitario, amministrativo e sociale) e c'è un'azienda ospedaliera con almeno tre direttori (generale, amministrativo e sanitario): che dite, riaccorpiamo?".

E ancora. Da Rovigo c'è chi pone l'accento sui costi degli interventi chirurgici. "Il dottor Gino Strada, noto fondatore di Emergency, ha dichiarato che un'operazione che a lui costa 1.750 euro il Servizio sanitario la paga agli ospedali e cliniche convenzionate 20.000 euro!!! Consultatelo e vedrete i risultati". Da Cagliari arriva invece la proposta di razionalizzare la spesa centralizzando gli acquisti. "Propongo - scrive un cittadino - acquisti centralizzati (almeno a livello regionale) di tutti i prodotti di uso ospedaliero, onde evitare che le singole Asl paghino prezzi diversi per lo stesso prodotto. Non solo garze, cerotti, siringhe, camici, apparecchiature sanitarie, diagnostiche, chirurgiche, ma anche gli stessi farmaci vengono acquistati dalle varie Asl a prezzi che talvolta differiscono fra loro anche del 40-50%".

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