Sanita': Federfarma, per Ssn risparmi fino a 1 mld con servizi in farmacia

Roma, 13 nov. (Adnkronos Salute) - "Il Servizio sanitario nazionale potrebbe risparmiare fino a un miliardo di euro se investisse sui servizi che da tempo le farmacie del territorio vorrebbero mettere in campo. Le Regioni riuscirebbero così a recuperare le risorse con cui finanziare la riorganizzazione delle cure territoriali e attutire gli effetti derivanti dalla chiusura di posti letto e la riconversione dei piccoli ospedali".E' la previsione di Federfarma, il sindacato dei titolari di farmacia, basata su dati e studi di Paesi in cui già le farmacie forniscono servizi aggiuntivi attraverso contratti con i servizi sanitari.

"L’esperienza più interessante - spiega la presidente di Federfarma, Annarosa Racca - è quella inglese: con il contratto firmato nel 2005, farmacie e Nhs (il servizio sanitario pubblico, ndr) hanno concordato lo sviluppo di tre differenti livelli di servizi, remunerati in base a modelli diretti a incentivare il farmacista". A ciascuno dei tre livelli (Essential, Advanced ed Enhanced) corrispondono pacchetti di servizi che le farmacie forniscono anche in base ai bisogni specifici delle comunità locali e secondo una scala di complessità crescente: farmacovigilanza, programmi di gestione della compliance, monitoraggio dei pazienti in terapia anticoagulante, assistenza domiciliare e altro ancora.

Superata una fase di rodaggio, i risultati raggiunti con i nuovi servizi hanno attirato l’attenzione degli esperti: come evidenziano alcuni studi, grazie alle farmacie è stato possibile raggiungere e identificare fette di popolazione che abitualmente non frequentano gli studi dei medici di famiglia. Inoltre è migliorato l’accesso ai servizi sanitari del Nhs, rispetto ai quali i servizi delle farmacie rappresentano un complemento o una più efficiente alternativa. Secondo un report della Commissione per le politiche sanitarie del Bow group, il think tank dei tories britannici, dal rafforzamento dei servizi in farmacia potrebbero arrivare risparmi per oltre un miliardo di euro: tra questi, circa 250 milioni all’anno soltanto grazie al monitoraggio sull’aderenza alle terapie da parte dei pazienti (dal quale meno ricoveri e sprechi di farmaci).

L’esperienza inglese non è l’unica. La Francia, infatti, ha varato nel 2009 una legge (battezzata Htsp: Hôpital, patients, santé, territoires, ossia ospedale, pazienti, salute, territori) che apre alle farmacie nuovi spazi nella cornice dell’assistenza territoriale: presa in carico della cronicità, prevenzione, orientamento del paziente nell’accesso alle cure, personalizzazione delle posologie eccetera. Anche qui come al di là della Manica, occorrerà tempo perché i nuovi servizi mettano radici e diano frutti, ma un recente sondaggio indica che il 60% dei francesi attende con impazienza lo sviluppo di questi servizi.

"Anche in Italia - conclude Racca - le farmacie sono una risorsa delle cure territoriali e dei servizi di primo livello. L’impalcatura normativa c’è già, perché nel 2009 il d.lgs 153 aveva gettato le basi dell’edificio. La speranza è che con i tagli ai posti letto decisi nei giorni scorsi dal Governo e la deospedalizzazione che ne deriverà, le Regioni – con cui andrebbe trattata la parte contrattuale, come nel 2005 ha fatto il Nhs – aprano gli occhi sulle potenzialità offerte dalla rete delle farmacie nell’ambito di politiche dirette a organizzare il territorio. Noi siamo pronti a un confronto e a proporre progetti che coniughino accessibilità alle prestazioni e sostenibilità del sistema".

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