Sanita': insufficienza renale, in arrivo la 'videodialisi assistita'

(ASCA) - Roma, 22 mar - E' in arrivo la videodialisi

assistita per i pazienti con insufficienza renale. E' questo

uno degli argomenti in discussione al 16* Convegno Nazionale

del Gruppo di Dialisi Peritoneale, emanazione della Societa'

Italiana di Nefrologia che si e' aperto ieri ad Alba e che

proseguira' fino al 24 marzo. Il futuro vedra', a casa del

paziente, una postazione mobile collegata ad internet con un

monitor acceso ed una telecamera da videosorveglianza attiva

24 ore. Dall'altra parte, un medico o un infermiere che, a

seconda delle necessita', sono pronti a controllare gestire

ed eventualmente intervenire in video. Cosi' anche le piu'

piccole problematiche legate alla dialisi domiciliare,

vengono risolte consentendo un contatto diretto al paziente

con il centro di cura del proprio ospedale. Una 'rivoluzione

digitale' che presto potra' cambiare la vita e la

quotidianita' di quei pazienti anziani che non possono

rimanere a domicilio perche' non sono in grado di provvedere

autonomamente alle procedure dialitiche e non hanno un

partner o un persona che li possa aiutare in queste

incombenze e che ora e' in fase sperimentale in Piemonte. Qui

ad essere coinvolti sono il centro di Alba che sta

coinvolgendo, con grande successo, i suoi primi 6 pazienti.

Ma non occorrono numeri superiori per capire che funziona

perfettamente. Un supporto, quello del web, fondamentale per

lo sviluppo domiciliare della dialisi, che ancora oggi

coinvolge una percentuale molto, troppo bassa di pazienti (il

10% circa), ma che se fosse disponibile su vasta scala

potrebbe portare non solo un risparmio considerevole nei

costi sanitari delle Regioni, ma garantirebbe al paziente

anziano maggiore serenita' e minor stress. Questa

sperimentazione ''digitale' del Piemonte e' unica e

all'avanguardia in Italia e nel mondo. Ed e' fondamentale per

promuovere e sostenere lo sviluppo della dialisi peritoneale

e quindi la domiciliazione delle cure a casa dei pazienti.

Consentendo ai malati di vivere una vita decisamente piu'

vicina alla assoluta normalita', dall'altro di ottenere un

considerevole risparmio per la sanita'.

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