Sanita' Lombardia: psicologi, Regione penalizza famiglie studenti con Dsa

Milano, 27 apr. (Adnkronos Salute) - "La Regione Lombardia penalizza le famiglie di studenti con Disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa)". A lanciare l'allarme sono gli psicologi lombardi che segnalano diverse difficoltà a cui stanno andando incontro i genitori di questi ragazzi. Il problema è nell'iter previsto per la diagnosi e la certificazione del disturbo, spiegano dall'Ordine regionale. Una circolare della direzione Sanità della Regione, secondo i professionisti, complicherebbe le cose, con il risultato che i tempi si allungano e in alcuni casi si registrerebbe anche un aggravio di costi.

L'Ordine degli psicologi della Lombardia "ritiene penalizzante e illogica la posizione della Regione Lombardia riguardo alla diagnosi e certificazione dei Dsa, problema che riguarda il 3,5% della popolazione scolastica, pari a circa 50mila studenti in Lombardia di cui oltre 6mila nella sola Milano. In applicazione della Legge Nazionale 170/2010 ('Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico'), la direzione Sanità della Regione ha emanato una circolare datata 5 luglio 2011 nella quale si attribuisce la competenza della diagnosi, in struttura pubblica o privata, a un'equipe multidisciplinare composta da 3 professionisti, ossia lo psicologo, il neuropsichiatra infantile e il logopedista, con richiesta della certificazione valida ai fini scolastici a firma congiunta obbligatoria".

L'Ordine, dopo aver partecipato a un Gruppo di approfondimento tecnico (Gat) regionale, ha proposto una soluzione alternativa "sia per eliminare l'inutile e ingiusto aggravio di tempi e costi per le famiglie, sia per ovviare alle difficoltà tecniche insorte per i professionisti, dal momento che sono estremamente rare le equipe multidisciplinari di quel tipo sul territorio lombardo e nazionale". La proposta, analoga a quella espressa da Airipa (Associazione italiana per la ricerca e l'intervento nella psicopatologia dell'apprendimento) è "di revisionare le disposizioni attuative della Regione per semplificare la diagnosi e la certificazione di Dsa, pur mantenendo la validità scientifica, stabilendo che essa possa essere effettuata da un solo sanitario (psicologo o neuropsichiatra), eventualmente coaudiuvato dal logopedista, e che sia il sanitario stesso a valutare la necessità di un'eventuale consultazione con il 'terzo collega'". "La Regione Lombardia ha espresso netta contrarietà rispetto alla nostra proposta - afferma Carlotta Longhi, segretario dell'Ordine degli psicologi della Lombardia - Siamo sconcertati poiché, oltre a non riconoscere l'autonomia diagnostica e professionale dello psicologo o del neuropsichiatra, la disposizione regionale lombarda, unica rispetto alle altre Regioni italiane, pone i genitori in una situazione difficile. Nell'ambito del Servizio sanitario nazionale vi sono lunghe liste di attesa e impossibilità a coprire tutte le richieste di diagnosi per Dsa, mentre nel privato le famiglie si trovano da sole a dover reperire i tre professionisti deputati alla diagnosi congiunta con stime di allungamento dagli attuali 6 mesi a 12-36 mesi dei tempi per la procedura e con eccessivo onere dal punto di vista cognitivo, emotivo e sociale, nonché un aggravio economico valutabile fino al 100% in più rispetto alla prassi precedente".

Da qui l'appello alla Regione Lombardia: "Riveda la sua rigida posizione e accolga le nostre indicazioni tecniche nell'ottica di un superiore interesse dei cittadini a ricevere prestazioni sanitarie adeguate e dei professionisti nel vedere valorizzate le proprie competenze", conclude Longhi. La Legge 170/2010 prevede che la diagnosi e certificazione dei Dsa sia svolta dal Servizio sanitario nazionale o da specialisti e strutture accreditate e venga comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. La diagnosi viene effettuata attraverso la valutazione delle componenti cognitive, psicologiche, neurologiche, sensoriali e neuro-psicologiche.

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