Sanitari no vax tornano in ospedale

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I sanitari che non si sono vaccinati contro il Covid possono tornare a lavorare. Orazio Schillaci, nuovo ministro della Salute, ha tolto l’obbligo di vaccino per i sanitari, ma restano le mascherine in ospedale.

No vax, tornano in ospedale 4mila sanitari: stop all’obbligo del vaccino

4mila operatori sanitari non vaccinati tornano ufficialmente a lavorare. Orazio Schillaci, nuovo ministro della Salute, ha deciso di togliere l’obbligo vaccinale. “Ribadisco l’importanza dei vaccini nel contrasto alla pandemia” ha sottolineato, prendendo tempo per quanto riguarda la quarantena per i positivi. Per la necessità di tutelare i più fragili, rimane la mascherina negli ospedali e Rsa. Il nuovo provvedimento di Schillaci accoglie le spinte della comunità scientifica, dei medici e delle Regioni. Per quanto riguarda il reintegro al lavoro dei sanitari che hanno rifiutato di vaccinarsi, il Cdm ha anticipato la scadenza dell’obbligo, che era prevista per il 31 dicembre.

Abbiamo deciso di anticipare la fine dell’obbligo perché ci consente di prendere 4mila persone e di immetterle al lavoro” ha dichiarato Giorgia Meloni. “Crediamo fortemente che aver rimesso a lavorare questi medici e questi operatori sanitari serva innanzitutto per contrastare proprio la carenza che si registra sul territorio. Carenza che deriva da una programmazione evidentemente sbagliata negli ultimi 10 anni, con il ricorso sempre più frequente a medici extracomunitari oppure ai cosiddetti medici a gettone, che percepiscono emolumenti pari da 2 a 5 volte quelli dei medici che operano nel Servizio sanitario nazionale” ha aggiunto Schillaci. “Il quadro epidemiologico del Covid-19 oggi è mutato rispetto a quando questo provvedimento sull’obbligo vaccinale è stato preso. Ai dati in nostro possesso oggi l’impatto sugli ospedali continua ad essere limitato” ha sottolineato il ministro.

La situazione Covid in Italia

Il ministro ha confermato che il bollettino quotidiano sparisce definitivamente e i dati saranno diffusi su base settimanale. “Se ci saranno nuove varianti siamo pronti a intervenire. Quanto al bollettino dei dati sul Covid, i dati sono raccolti tutti i giorni, ma avere una stima settimanale dà un quadro diverso. I dati non sono secretati e sono a disposizione delle autorità competenti” ha dichiarato. Per quanto riguarda la quarantena, ad oggi un positivo asintomatico dopo cinque giorni deve sottoporsi a tampone e se è negativo è già libero. Per eventuali cambiamenti il ministro ha spiegato che “ci stiamo lavorando, abbiamo avuto le prime riunioni scientifiche con gli esperti dell’Istituto superiore di sanità e dell’Irccs Spallanzani, e anche con Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Per questo vediamo qual è l’evoluzione del quadro epidemiologico e ribadisco: ogni decisione verrà presa sempre e solo nell’interesse dei pazienti“.