Sanremo 2020, Dov’è de Le Vibrazioni: testo e significato

le vibrazioni

Una delle band più longeve della musica italiana, Le Vibrazioni, torna al Festival di Sanremo 2020 per la terza volta: la canzone in gara è Dov’è. Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Marco Castellani Garrincha e Alessandro Deidda sono pronti a sfidare gli altri 24 big in gara. Nel 2019 hanno girato l’Italia con il loro tour composto da 80 concerti: hanno coinvolto oltre 600 mila persone. Ma non è tutto: Le Vibrazioni sono già pronte a partire per il nuovo tour “LE VIBRAZIONI IN ORCHESTRA DI E CON PEPPE VESSICCHIOdal 17 marzo 2020 a Palermo.

Le Vibrazioni, Dov’è

Per la terza volta sul palco dell’Ariston in occasione del Festival di Sanremo 2020 torna la band delle Vibrazioni: il loro brano si intitola Dov’è. Con ben 5 album alle spalle e una carriera ormai ventennale, Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Marco Castellani Garrincha e Alessandro Deidda non temono più nulla. Sono una delle band più longeve della musica italiana. Il loro esordio risale al 2003 con il primo singolo dal titolo Dedicato a te: il primo album omonimo, invece, ha venduto oltre 300 mila copie. un anno dopo, nel 2004, è uscito un altro singolo: Raggio di sole seguito a breve distanza da Ovunque andrò.

Si intitola, invece, Le Vibrazioni II il loro secondo album, mentre il terzo disco è Officine Meccaniche, lanciato nel novembre 2006. i due singoli Se e Respiro anticipano il quarto progetto della band: Le strade del tempo. “È un album diverso dal solito – hanno precisato -, perché ci siamo presi il nostro tempo per farlo, il che ha significato che ognuno ci potesse mettere le proprie idee”. Poi, il 25 ottobre 2012, dal concerto ai Magazzini Generali di Milano si annuncia lo stop della band. Passano 5 anni fino a quando arriva una reunion, alla quale seguiranno Amore Zen, con Jake La Furia, e Pensami così.

Le Vibrazioni, Dov’è: il testo

di R. Casalino – D. Simonetta – F. Sarcina – R. Casalino
Ed. Music Union/Eclectic Music Group/Casakiller/Nelida Music – Milano – Latina – Milano

Cerco di capire quello
Che non so capire
Fuori vola polline
E ho creduto fosse neve
E non mi sento contento
Chissà se poi sono io
Quello allo specchio.
Cerco dai vicini
La mia dose giornaliera
Di sorrisi ricambiati
Per potermi poi sentire
Socialmente in pace
Con il mondo e con il mio quartiere.
Chiedimi se dove sto
Sto bene
Se sono felice
Chiedimi qualsiasi cosa
Basta che mi dici
Dov’è dov’è dov’è dov’è dov’è
Dov’è dov’è
La gioia dov’è dov’è dov’è dov’è
Dov’è dov’è dov’è
Mi chiedo dov’è quel giorno che non sprecherai
Il cielo rosso, l’orizzonte
E l’odio arreso al bene
Dov’è
Mi chiedo dov’è.
Cerco di sentire quello
Che non so vedere
La mia solitudine
È sul fondo di un bicchiere
D’acqua che m’inviti a bere
Ho sete di stupore
Mi puoi accontentare?
Chiedimi se sono fuori posto
In questo posto
Chiedi tutto basta che qualcuno
Mi risponda adesso
Dov’è dov’è dov’è dov’è dov’è
Dov’è dov’è
La gioia dov’è dov’è dov’è dov’è
Dov’è dov’è dov’è
Mi chiedo dov’è quel giorno che non sprecherai
Il cielo rosso, l’orizzonte
E l’odio arreso al bene
Dov’è
Mi chiedo dov’è.
E rimango già qui, rimango così e
E non ci penso più
Ho una clessidra ferma al posto del cuore
E un piano alto dove puoi vedere tutto
Rimango così, rimango così e
E non ci penso più
E allora chiedimi se sono fuori posto
In questo posto
Chiedi tutto basta che qualcuno
Mi risponda adesso
Dov’è dov’è dov’è dov’è dov’è
Dov’è dov’è
La gioia dov’è dov’è dov’è dov’è
Dov’è dov’è dov’è
Mi chiedo dov’è quel giorno che non sprecherai
Il cielo rosso, l’orizzonte
E l’odio arreso al bene
Dov’è
Mi chiedo dov’è.
Cerco di capire quello
Che non so capire
Fuori vola polline
Eppure sembra neve.