Sanremo 2020, Michele Zarrillo: “Vi spiego perché non ho mai vinto”

Sanremo 2020

Per la sua tredicesima volta al Festival, Michele Zarrillo ha proposto il brano “Nell’estasi e nel fango”. A tal proposito ha dichiarato: “L’ho scritto in un pomeriggio mentre i figli giocavano”. Si tratta di una canzone profonda, che scava nelle debolezze di ciascuno. A differenza degli altri più grandi successi da lui scritti in trent’anni di carriera, la sua canzone sanremese si incentra sulla la sofferenza dell’uomo. In conferenza stampa ha espresso le sue sensazioni su Sanremo 2020 e ha parlato dei suoi progetti.

Sanremo 2020, Michele Zarrillo racconta il suo Festival

“Il testo invita alla riflessione, l’uomo deve avere la forza di reagire a tutte le avversità che a volte la vita ci mette di fronte”. Il suo ultimo Festival era stato nel 2017 con “Mani nelle mani”, ma su Sanremo 2020 commenta: “È volutamente più avanti e maturo, un Sanremo 2.0. È un’atmosfera diversa e particolare, con tante polemiche e una grande lente di ingrandimento. C’è tanta attenzione a qualsiasi cosa accada. Si fa diventare capro espiatorio cose o persone che stanno facendo il proprio lavoro. È un tentativo di distrazione nei nostri confronti, distogliendoci dai problemi veramente rilevanti”.

È la sua tredicesima partecipazione al Festival di Sanremo, ma stuzzicato dalla curiosità dei giornalisti ha spiegato qual è, per lui, il motivo per cui non è mai riuscito a vincere. “Ho un caratteraccio. Mi piace la vita e l’amicizia, sono un godereccio, ma non riesco a rimanere simpatico alle persone. Sono avverso alle finte lusinghe e finti complimenti. E a qualcuno penso che questo dia fastidio e possa prenderlo come un gesto arrogante. Dal 1981 a oggi ricevo tanti messaggi di apprezzamento verso la mia musica, anche verso “Nell’estasi o nel fango”, che andrebbe premiata anche solo per l’energia che contiene” e deve emergere mentre la si canta sul palco.