Sanremo 2020, monologo Rula Jebreal: “Aiutata da Selvaggia Lucarelli”

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Senza dubbio, il monologo della giornalista palestinese Rula Jebreal è stato il momento più toccante ed emozionante della prima serata di Sanremo 2020. La donna ha tuttavia voluto ringraziare chi l’ha aiutata a scrivere il testo, letto coraggiosamente di fronte al pubblico dell’Ariston così come a quello da casa. “Ringrazio Selvaggia Lucarelli, che mi ha aiutato a dire le cose giuste”, ha di fatto precisato la scrittrice. La quale, dopo il successo pressoché unanime, ha voluto precisare i retroscena di quello stesso monologo.

Sanremo 2020: il contributo di Selvaggia Lucarelli

In un’alternanza davvero struggente fra storia vera e brani canori come liberazione dalla violenza, Rula Jebreal si è resa icona della difesa delle donne. La stessa Selvaggia Lucarelli ha quindi confermato la collaborazione con la giornalista israeliana, precisando come Rula abbia avuto un estremo coraggio nel parlare davanti alla platea del teatro ligure. “Interpretazione, commozione, forza. Appare battagliera, ieri invece è uscita la sua parte vera e fragile”. Con queste parole la blogger romana ha dunque commentato la presenza della collega, precisando come tutto sia nato da una telefonata di pochi giorni prima. “Mi ha parlato di quello che voleva raccontare e mi ha fatto leggere quello che era stato già buttato giù dagli autori Rai. Man mano abbiamo costruito insieme il testo, che poi Rula ha letto e interpretato a Sanremo”.

Grande peso hanno poi avuto ovviamente l’interpretazione e la commozione della stessa Rula Jebreal, che ha raccontato con forza anche la sua personale storia, compreso il tragico suicidio della madre. “Credo che Rula abbia compreso che 10 minuti da sola sul palco di Sanremo significavano avere l’occasione di poter esprimere qualcosa di forte”, ha chiosato la Lucarelli. Certa che un messaggio concetto sia arrivato al cuore e alla pancia di tantissime persone.