Sanremo 2020, polemiche sull’audio: web in rivolta

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La seconda serata del settantesimo Festival di Sanremo sta regalando, oltre ad alcune esibizioni degne di nota, anche qualche polemica. Molti utenti social stanno facendo notare che l’audio della kermesse non è dei migliori. Effettivamente, le canzoni dei 24 Big in gara non arrivano nitide a quanti seguono lo spettacolo da casa.

Sanremo 2020: polemiche sull’audio

La seconda serata del 70° Festival di Sanremo si è aperta con qualche polemica degna di nota. Oltre al fatto che Amadeus e Fiorello si sono dilungati un po’ troppo e hanno presentato il primo cantante in gara dopo un’ora dall’inizio, in molti si stanno lamentando dell’audio. Quanti stanno assistendo alla kermesse canora da casa, infatti, fanno fatica a comprendere pienamente tutte le parole dei brani. Non solo, anche la musica non arriva “forte e chiaro”. Il popolo di Twitter, un tantino stranito dalla cosa, ha cinguettato: “Rai ma vogliamo alzare l’audio dei microfoni che non capisco un ca**ooo???” oppure “Comunque è da ieri che alcuni sono ‘mangiati’ dal volume dell’orchestra” o ancora “È ufficiale il nuovo hashtag #festivalalzailvolume #Festivaldisanremo2020 perché va bene che la musica è importante ma anche la voce non deve essere da meno #vogliamocapireancheleparole”. Insomma, le lamentele del popolo dei social ci sono e, a dire la verità, non si fermano qui.

L’audio è un flop

Mentre gli ascolti del 70° Festival di Sanremo si stanno rivelando più che vincenti, per quanto riguarda l’audio sembra che Amadeus, o chi per lui, sia incappato in un grande flop. In un concorso canoro, specialmente se trasmesso in mondovisione, le voci degli artisti in gara dovrebbero arrivare a casa più che nitide. Se la memoria non mi inganna, anche le prime due serate della scorsa edizione, Claudio Baglioni ebbe lo stesso problema. Dopo 70 anni, la Rai riuscirà a scegliere dei tecnici del suono che non facciano ‘cilecca’ alle prime puntate? Lo speriamo con tutto il cuore, perché uno spettacolo a metà non è mai piacevole. Per il momento, i 24 Big in gara sembrano un tantino penalizzati perché per comprendere pienamente i loro testi avremmo bisogno anche noi del gobbo, così come Amadeus.

Il parere dell’esperto

La polemica ‘audio’, come già accennato, non è nuova. Proprio per questo, Loudvision ha intervistato un esperto del settore: Alex Trecarichi, produttore, ingegnere del suono e proprietario dello studio di registrazione MonoDynamic Studio che ha lavorato proprio al Festival come curatore del suono in regia audio per artisti come Paola Turci, Francesco Gabbani, Loredana Bertè e Mahmood. Alla domanda sull’acustica dell’Ariston, Alex ha risposto: “Non è importante. Partiamo dal fatto che l’Ariston è un cinema, la sua acustica è totalmente ininfluente, vuoi perché al suo interno c’è poca gente, più o meno 400 persone, vuoi perché quello che importa non è l’acustica del Teatro ma quello della messa in onda. Davanti la televisione ci sono milioni di persone, sono solo quattrocento invece quelle davanti l’artista. In generale comunque non si sente male, ho fatto concerti in teatri molto peggiori dell’Ariston. Sul palco durante il Festival gli ascolti sono buoni, i musicisti sono bravi, l’acustica è davvero l’ultimo parametro che interessa”. In conclusione, pare che il problema dell’audio poco nitido che ‘arriva a casa’ non sia legato all’acustica del teatro, ma alla messa in onda.