Sanremo 2020, Rancore parla di sé: “Vi racconto la mia periferia”

Sanremo 2020

Si chiama Rancore, ma ha un’anima sensibile che trasferisce nella sua musica. La mamma è egiziana, il papà nato a Roma da padre fiumano. A Sanremo 2020 porta “Eden”, brano scritto quasi istantaneamente insieme a Dardust. Nella precedente edizione del Festival, invece, si era fatto conoscere nei panni di co-autore di “Argentovivo”, cantato da Daniele Silvestri. Ai nostri microfoni ha parlato del suo brano “Eden” e del tema della scelta, nodo cruciale del suo lavoro sanremese. Su un suo possibile nuovo album ha commentato: “È tutto in divenire, come una barca che sa la sua rotta: magari approderà a una terra che è un disco, ma intanto viaggia”.

Sanremo 2020, Rancore si racconta

Nilo, Tevere e la città di Fiume: sono la rappresentazione della mia vita. La mia esistenza è scandita dai fiumi. Ho viaggiato molto e risentito di tanti influssi culturali e questo viaggio lo riporto nella scrittura. Negli ultimi anni ho iniziato a viaggiare da fermo e l’ho fatto scrivendo: se hai il potere della scrittura sei libero anche quando ti trovi ammanettato in un armadio”, ha spiegato. Poi ha ribadito: “Quello che da piccolo mi ha influito il viaggio lo riporto nella scrittura”.

Sul quel look che si contraddistingue per il suo cappello, ha commentato: “Il cappello o il cappuccio sono un simbolo. Servono a mantenere la concentrazione, come se così facendo mantengo il silenzio dentro di me e mantengo la fanciullezza di quando si è bambini. Servono a cercare una purezza che la disillusione della crescita ci fa perdere”. E ancora: “Il mio più grande studio è entrare in me e dimenticare tutta la logica per vivere davvero”.

Il suo amore per Roma, connubio di storia e arte, resta fortissimo. Eterno l’amore per la sua periferia, dove è nato e cresciuto. “Roma è una città carica di storie ed energia, piena di borgate e con tante facce. Ha cambiato il rap italiano, Roma è una città molto hip hop”.

Si è detto onorato di cantare a Sanremo 2020 al fianco di Dardust in occasione della serata cover-duetti, quella di giovedì 6 febbraio. Sugli altri due rap in gara ha detto: “Abbiamo storia e approccio diversi, ma fortunatamente Sanremo 2020 dà spazio al rap”.