Sanremo 2020, Rita Pavone: “Non sono sovranista”

rita pavone

Dopo 48 anni lontana dal palco dell’Ariston, Rita Pavone torna al Festival di Sanremo 2020: la canzone che porta in gara si chiama Niente (resilienza 74). Non sono mancate le polemiche per questa partecipazione: in molti infatti hanno accusato la cantante di essere eccessivamente schierata politicamente. Sotto accusa sopratutto alcune frasi di Rita Pavone che la vedevano spalleggiare le tesi sovraniste.

Rita Pavone è sovranista? Di destra o sinistra?

“Io non sono ne’ dell’una ne’ dell’altra, sono una persona liberale e non ho paraocchi. Non ho mai bussato alla porta di un politico. Non dovrebbe esserci politica nella musica – prosegue Rita Pavone – soprattutto nell’arte. L’arte è arte, io posso fare un distinguo per una persona e pensarla personalmente. Io sovranista? Io non sono sovranista, non ho ancora capito cosa significa. Io penso di voler bene a una parte del mio paese, dove ho le radici, ho un passaporto, ho dei fratelli che vivono a Torino”.

Come vivi gli attimi prima di salire sul palco dell’Ariston?

“Io ho sempre vissuto sul palcoscenico, dall’età di 9 anni, fa parte della mia vita. Per me non ci sono le prove, c’è da divertirsi”.

Ci parli del tuo prossimo lavoro discografico “raRita”?

“Il titolo l’ha scelto mio figlio (Giorgio Merk, ndr), un gioco di parole che rappresenta tutto quello che ho fatto in 58 anni di carriera. Ho inciso su sette etichette diverse, la gente non sa quello che ha fatto Rita Pavone in giro per il mondo. Gli anni si vedono sul viso, ho le rughe e non ricorro a nessun trucco, ma la voce per fortuna si è fermata lì”.