Sanremo 2020, Rula Jebreal: “L’Italia tollerante fa paura”

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La 46enne giornalista palestinese, naturalizzata italiana, Rula Jebreal, è al centro delle polemiche dopo la sua esclusione da Sanremo 2020 per decisione della direttrice di Rai 1 Teresa De Santis la quale avrebbe bloccato la proposta avanzata dalla direzione artistica del Festival di portare sul palco del teatro Ariston la testimonianza della donna.

Sanremo 2020: la vicenda Rula Jebreal

Stando a quanto si apprende, tra la giornalista e Amadeus ci sarebbe stato l’accordo ma per decisione della direzione di Rai 1 tutto sarebbe saltato. In un primo momento, infatti, la giornalista avrebbe partecipato, in qualità di ospite, alla puntata inaugurale della nuova edizione del Festival della Canzone Italiana per parlare di violenza sulle donne: “Avevo iniziato a raccogliere i dati Onu e a preparare il monologo che avrei dovuto presentare nella serata inaugurale. Ho disdetto altri impegni e mi sono messa a lavorare sodo” ha detto la giornalista. I primi dubbi sono arrivati per voce dell’ufficio stampa che “ha iniziato a tergiversare sul contratto e a rinviare le prenotazioni dei voli“.

“Amadeus non ha nessuna colpa”

Il dietrofront ufficiale è arrivato nella giornata di sabato 4 gennaio. “Mi hanno pregata di fare io il passo, di rinunciare spontaneamente, ma mi sono rifiutata. Gli ho mandato un messaggio scritto: “Se volete censurarmi dovete essere voi ad assumervene la responsabilità”. Ma voglio ripeterlo, Amadeus non ha nessuna colpa” ha detto ancora la cronista lasciando trasparire grande amarezza. “Qualcuno – ha proseguito la donna – si è spaventato che venisse offerta una ribalta a italiani nuovi, a persone diverse come me che appartengo a un’Italia inclusiva, tollerante, aperta al mondo, impegnata in missioni di dialogo e pace. In Rai c’è un brutto clima“.