Sanremo 2021: bene la serata delle cover, benissimo Miss Rettore

Di Carlotta Sisti
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Jacopo M. Raule - Getty Images
Photo credit: Jacopo M. Raule - Getty Images

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"Fanno bene, fanno male / Sto bene, sto male", cantava Morgan in Storytellers quando ci rendeva la vita più bella con i Bluvertigo, e quella strofa riassume perfettamente il sentimento che accompagna sempre e da sempre la serata delle cover del Festival di Sanremo. Quella che se da un lato serve a rifiatare il pubblico, dall'altro terrorizza per due motivi: il primo è che è la prima con tutti e 26 i concorrenti in gara (e con la metà di essi martedì e mercoledì Ama è riuscito a fare quasi le 2) il secondo è che quando leggi nomi come Tenco, Pino Daniele, Guccini, Battisti, Battiato ti sale la paura vera di assistere ad una blasfemia. E se il primo timore s'è rivelato fondato, con uno sprint iniziale che ci ha illuso, (vedete, l'ottimismo resiste, al netto di una pandemia) il secondo meno.

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Non ho visto nulla che m'abbia fatto venire voglia di violare il coprifuoco e scendere per strada urlando, però, certo, ci sono stati momenti (attenzione, in arrivo termine da Gen Z) "cringe", come quello di Gio Evan e i concorrenti di The Voice Senior alle prese con quel capolavoro di neorealismo Anni 80 che è Gli anni degli 883, che avrebbe potuto essere un'operazione simpatia e invece è stato più un momento di disagio generalizzato, che ognuno da casa ha gestito come meglio ha potuto. Non benissimo anche Francesco Renga, che sembrava sempre sul punto di soffocare durante Una ragione in più, mentre la sua ospite Casadilego ha brillato, e ci ha fatto pensare a quanto sarebbe stato meglio avere lei in gara, invece dell'ex Timoria. Purtroppo c'erano ben due cover di Jovanotti, ma una è stata fighissima, grazie al Fulminacci show che ha fatto tutto, suonato la batteria, cantato, mezzo recitato con Lundini, la seconda l'ha fatta Random con i The Kolors e pareva di essere in una sala prove di gente che ancora non sa suonare insieme ma comunque infila assoli di chitarra per confondere le acque. Ma veniamo alla cose belle, e stavolta voglio iniziare da una band che non ho ancora nominato e cioè Lo Stato Sociale.

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Non è stata tanto la cover di Non è per sempre, gioiello degli Afterhours e pezzo tra i più belli di sempre, ma il fatto che insieme a Francesco Pannofino ed Emanuela Fanelli, i regaz abbiano finalmente parlato sul palco dell'Ariston del dramma dei club, cinema e teatri chiusi da più di un anno, o chiusi per sempre. E lo vorrei scrivere in casplock, se non fosse una pratica discutibile. Il tema è un'urgenza, se ne sarebbe dovuto parlare ogni sera, e invece con Lo Stato Sociale è successo per la prima volta, quindi grazie di cuore a loro, e grande biasimo per il direttore artistico che non ha martellato, laddove sarebbe stato più giusto farlo e cioè dentro ad un teatro, su questo tasto. Poi, Madame, ancora lei, non s'è fatta schiacciare da quel colpo di genio che è Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano, ma anzi, l'ha resa del tutto attuale, con i riferimenti ai casini che sta vivendo la scuola, altro settore martoriato dalla pandemia, affiancata, oltre che dai ballerini del festival, anche da qualche suo compagno di classe. Very cute.

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Altra cosa bellissima gli Extraliscio con Davide Toffolo, alle prese con Rosamunda. Che spettacolo, immaginatelo detto con accento romagnolo. Hanno portato il liscio a Sanremo quand’eravamo ancora svegli, hanno di nuovo fatto ballare una coppia di professionisti delle piroette, il cantante ha fatto l'elicottero con la chitarra, un gran fracasso, una gran festa, e forse è quello di cui più avremmo bisogno per non cambiare canale. Amandoti dei CSI fatta dai Maneskin con Manuel Agnelli ha puntato sulla manata in faccia, più che sullo struggimento. Non hanno lavorato di sottrazione, i ragazzi, ma la loro versione graffiata, lievemente crudele, molto teatrale e giocata su una assai teatrale tensione sessuale tra il mentore e il suo pupillo è stata divertente. Non ci fosse il Covid di mezzo, sarebbe stato il momento perfetto per una citazione a Madonna, Britney ed Aguilera agli MTV Video Music Awards del 2003 e farci scappare il bacio.

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E infine, La Rappresentante Di Lista, che abbiamo citato anche ieri e che sta facendo di bene in meglio, e la performance migliore di tutte, fondata sulla sacra unione di anime simili che sono loro insieme a Donatella Rettore, in una versione di Splendido Splendente che ha spaccato dal secondo 1. Prontissimi per l'Eurovision, mandiamoli a prescindere dalla classifica, ve ne prego. Che cosa è mancato, invece a questa terza serata? Una co-conduttrice che facesse l'anima della festa, o che, comunque, facesse qualcosa. Ama ha puntato su Ibra, che ha tratti ha fatto anche ridere, ma la lunga parentesi con Siniša Mihajlović dedicata agli abbonati a Skysport, seguita da momento karaoke-imbarazzo ci ha fatto rimpiangere l'adrenalina de Il cantante mascherato.