Sanremo, Benigni contro Salvini: "Si può votare al citofono". La replica

Sanremo, Benigni contro Salvini: "Si può votare al citofono"

"Sono affezionato a questo palco, lo presentai nel 1980 ed era il trentesimo anniversario. Quest'anno facciamo il 70esimo, quindi abbiamo raggiunto quota cento: Sanremo può andare in pensione". Lo show di Roberto Benigni a Sanremo è iniziato così. Tornato dopo 9 anni sul palco del Teatro Ariston, l'attore e regista toscano ha sfilato sul tappeto rosso dall'esterno dell'Ariston e ha fatto il suo ingresso in Teatro accolto da Amadeus.

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Poi il lungo applauso del pubblico. "Un ingresso così, con la banda, come un capo di Stato, non mi era mai capitato. L'ultima volta era a cavallo, nove anni fa: grande ingresso. Ma questo è il più bel Sanremo che abbia mai visto, complimenti", ha aggiunto Benigni.

"E quest'anno c'è anche una novità: si può votare anche per citofono", ha scherzato Benigni con chiaro riferimento all'episodio di Salvini che ha citofonato a casa di un tunisino.

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"Complimenti Amadeus, hai raggiunto il 52-53% e hai raggiunto i pieni poteri", ha proseguito l'attore toscano prima di iniziare il suo monologo sul tema dell'amore, partendo da "Il cantico dei cantici" della Bibbia. "E' la canzone più bella che mai sia stata scritta nella storia dell'umanità - ha concluso -. È una canzone d'amore, la vetta della poesia di tutti i tempi, una meraviglia dell'umanità”.

La replica di Salvini a Benigni

"Pur di insultare Salvini da Sanremo al Tribunale di Palermo le provano tutte. Ma io vado avanti a testa alta, e' ridicolo. Ma nell'era dei social per i miei figli, il papà che va in galera, che è un delinquente, spiace per loro, per mia madre e mio papà, per mia sorella e la mia compagna. Ma sono una minoranza". Lo ha affermato il leader della Lega, Matteo Salvini, a Radio Radio.