Sanremo, effetto coprifuoco su gruppi ascolto: nascono quelli 'residenti'

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Evitare assembramenti e tornare a casa alle 22 per il coprifuoco, quando il Festival finisce all'1.30, vuol dire rinunciare alla visione di Sanremo 2021 con amici e parenti. Ma c'è chi, pur di non rinunciare al 'gruppo di ascolto' con cui condivide da anni la visione della kermesse, si è attrezzato nel rispetto delle norme creando gruppi di ascolto 'residenti'. Una vera e propria settimana di convivenza, preceduta da tampone per tutti, in cui condividere smart working e visione serale del festival. È il caso di uno dei più noti gruppi d'ascolto festivalieri, capitanato da Cristiano, avvocato d'affari toscano trapiantato a Roma, che preferisce non fare pubblicità del suo cognome e che l'Adnkronos ha intervistato.

"La pandemia - spiega Cristiano - in questo anno lunghissimo ci ha tolto tante cose ma insieme ai due amici di sempre, Gabriella e Fabrizio, ci siamo detti che non ci avrebbe tolto anche il nostro annuale rito sanremese… A tutto c’è un limite insomma". Ma Cristiano & C. hanno preso tutte le misure del caso: "Martedì ci siamo fatti un tampone e ci siamo chiusi in casa, proclamandoci congiunti ma soprattutto motivati a non perderci nemmeno un minuto del Festival con l’intenzione di riemergere solo dopo l’annuncio del vincitore e non prima di esserci presi una bella sbornia a base di canzoni, polemiche e dibattiti. Il taglia e cuci sul divano che fino a questo anno iniziava solo dopo le nostre giornate lavorative, ha lasciato lo spazio a un sistema di coabitazione e 'co-working' in cui ciascuno di noi, durante la giornata, gestisce i propri impegni ma con almeno un televisore sempre acceso e sempre sintonizzato su Rai1… un po' di attività sportiva, quanto basta, derrate alimentari capaci di sfamare un esercito e, dopo il Tg1, pronti a dare vita a un pigiama party e a commentare ogni esibizione, ogni look, ogni immagine che arriva dall’Ariston... in pratica un lockdown da sogno".

Cristiano commenta con schiettezza quanto si è visto nelle prime tre serata del festival: "Per noi il festival non si discute e lo si ama a prescindere ma devo ammettere che, in alcuni momenti di queste prime tre serate, l'assenza di pubblico non ha aiutato. Amadeus e Fiorello sono stati degli eroi a sostenere la 'cappa' di incertezza che la pandemia ha proiettato su tutti noi. Non è facile in quella scenografia spaziale e un po' algida e senza dei volti pronti a ridere, applaudire, alzarsi in una standing e magari pure a fischiare i verdetti delle giurie". Quanto ai cantanti in gara, "ce n'è un po' per tutti i gusti ma talvolta sembrano spauriti da quel vuoto. Le mie tre cose preferite: la musica leggera, anzi leggerissima, di Colapesce e Di Martino, la grinta rock e sfacciata dei Maneskin e il fucsia de La rappresentante di lista. La cosa invece che mi è piaciuta di meno sono quei tristissimi palloncini in sala che facevano tanto festa delle medie e facevano rimpiangere la presenza di Alba Parietti in prima fila. Sono d'accordo con Fiorello: è stata una cazzata".

Sul totovincitore un solo auspicio: "Come sempre lunedì ci sentiremo abbandonati e, là fuori, ci aspettano ancora periodi difficili tra mascherine e distanziamento… Speriamo almeno non vinca una canzone lagnosa perché, mai come per questa 71esima edizione del festival, c’è tanto bisogno di vita, allegria e ottimismo", conclude Cristiano.

di Antonella Nesi