Sanremo: il vescovo "benedice" Drusilla: "Sarà una nuova signora Coriandoli"

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Il vescovo di Sanremo ‘benedice’ Drusilla Foer, il primo personaggio ‘en travesti’ che calcherà le scene dell’Ariston accanto a quattro donne che si alterneranno sul palco nella co-conduzione con Amadeus al festival di Sanremo. "Non conosco nel dettaglio l’uomo che sta dietro a Drusilla- premette all’Adnkronos mons. Antonio Suetta - ma francamente polemizzare con questa scelta mi sembrerebbe una forzatura. Io conosco più la signora Coriandoli e penso che Drusilla in fondo sarà un po’ come il personaggio simpatico e da me più conosciuto di Maurizio Ferrini. Poi non è nemmeno detto che questo personaggio faccia propaganda ideologica perché ci sono tanti artisti che si travestono senza per questo fare passare un messaggio gender".

"Appartenendo al mondo del teatro e dell’arte in generale l’artista di Drusilla - argomenta ancora il vescovo di Sanremo - non mi da’ l’idea che il suo personaggio abbia connotazione ideologica o di propaganda. Poi bisognerebbe conoscere le intenzioni di chi lo ha scelto. In questo clima in cui questo tipo di argomenti è spesso ricorrente, non è nemmeno poi così strano pensare che una figura artistica del genere sia voluta per dare voce ad altri messaggi".

Sui social si sono scatenate le reazioni, pro e contro. C’è chi vede in Drusilla una sorta di ‘risarcimento’ per il mancato ddl Zan. "Credo che il discorso non abbia proporzione - annota il vescovo Suetta - perché mentre il ddl Zan si riferisce alla vita concreta di persone che nelle varie situazioni quotidiane esprimono determinati tipi di esigenze o di sensibilità, qui si tratta semplicemente di una finzione artistica. E un personaggio cucito addosso non significa di per se’ che questa persona sia portatrice di istanze di quel tipo. Pur non conoscendolo. Pensiamo ai Maneskin: sono quasi tutti vestiti da donna ma non sono portatori di questo tipo di messaggio. E’ gioco teatrale anche simpatico".

Luxuria si è augurata che Drusilla ci possa aprire la strada in futuro ad un trans nella co-conduzione di Sanremo. " Mi pare eccessiva la sua lettura , in quanto tirata, ma sarebbe altrettanto eccessivo piantare una polemica su Drusilla. Poi, certo, dipenderà dal messaggio che farà passare", dice il vescovo di Sanremo che difende la genuinità del personaggio artistico. Infine un pensiero al festival della canzone italiana ancora in fase pandemica: "SanRemo è un evento prettamente televisivo, tutte le misure adottate per gli spettacoli permetteranno di realizzare la kermesse. Certo, come è stato fatto notare da alcuni settori, in particolare dal mondo commerciale, il fatto che questo evento sia chiuso nell’Ariston un po’ penalizza la ricaduta sulla città, ma nel rispetto delle regole si va avanti".

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