Sanremo, Irene Grandi: Vasco mi ha detto sei una bomba!

Roma, 5 feb. (askanews) - È stata una grande emozione per Irene Grandi aprire tra i big il 70esimo Festival di Sanremo con il brano "Finalmente io", scritto da Vasco Rossi, un suo regalo lo ha definito la cantante.

"Sono stata fiera, è stata una bellissima scelta nei miei riguardi.... è stata una dimostrazione di fiducia da parte degli addetti ai lavori, di Amadeus, di tutto il team, quindi sono stata davvero contenta".

Un brano che rappresenta un po' un bilancio sulla sua vita. "Mi definisco senza dubbio una persona che ama condividere e collaborare, vivere insieme agli altri e godersi la presenza anche di altre persone ma devo dire che con questo titolo 'Finalmente io' ho anche voglia di far vedere proprio chi sono io".

Vasco ha apprezzato l'esibizione di Irene all'Ariston. "Lo abbiamo sentito, ci ha scritto e fatto messaggini vocali: una bomba, Ire sei fantastica, sei bravissima mi ha detto, insomma mi sostiene alla grande, mi ha fatto anche l'in bocca al lupo social da Los Angeles, insomma come dire, il top".

La sua canzone ha ricevuto ottimi consensi e a chi le ha chiesto se sogna il podio, Irene Grandi ha risposto: "A me piacerebbe, perché no".

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    Quando i vigili del fuoco sono intervenuti, il piccolo era già stato liberato da un passante che aveva infranto uno dei finestrini dell'auto.

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    Bari, fedeli in piazza per il Papa: compare qualche mascherina

    Si va riempiendo corso Vittorio Emanuele a Bari dove sono attese circa 40mila persone per la messa e l'Angelus di Papa Francesco a conclusione del Forum 'Mediterraneo, frontiera di pace', e tra i fedeli compare qualche mascherina a protezione della bocca e del naso "per precauzione", precisa chi la indossa, vista l'emergenza coronavirus. "Ho una allergia a diversi medicinali e ho preferito indossarla per prevenzione", spiega Angelantonio, di Bari, accompagnato dalla moglie Maria anche lei con il dispositivo di protezione. "In tutto ne abbiamo visti 4 o 5, riferisce un volontario ai cronisti. "E' vero che qui non è successo ancora niente - aggiunge la moglie - ma la paura c'è, se c'è un focolaio lo dicono sempre dopo. Non abbiamo avuto difficoltà a trovare le mascherine nell'emporio sotto casa", prosegue. Sulla proposta avanzata da qualche parte sui social di annullare l'evento della messa del Papa, dicono: "Ormai ci siamo, peccato che ha colpito l'Italia, il disagio c'è. Abbiamo messo la mascherina sia per noi che per gli altri". Tra i fedeli anche una giovane allergica di Grumo Appula, in provincia di Bari, che indossa una mascherina "per precauzione", spiega in modo sintetico. Comunque "nessuna paura" assicura un altro gruppo di fedeli, che cerca di sdrammatizzare tra i quali una signora che fino a due settimane fa era a Milano. "A Monza vive mia figlia, sono un po' preoccupata per lei", dice.

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    Avanti un altro, una signora del pubblico con un tatuaggio del duce

    Una signora del pubblico di Avanti un Altro mostra un tatuaggio del Duce sul petto: allontanata dallo studio.

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    Cesena, vandali "decapitano" statua in pieno centro

    La statua del Centauro di Augusto Perez in piazza del Popolo a Cesena è stata danneggiata da alcuni vandali che hanno agito indisturbati nella notte.

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    Per Ricciardi (Oms) è mancata la quarantena per chi arrivava dalla Cina

    "C'è il forte rischio che i focolai" di coronavirus in Italia "diventino un'epidemia. Lo sapremo tra due settimane": lo ha affermato Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica e membro del consiglio esecutivo dell'Oms, in un'intervista alla Stampa. "Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina", ha lamentato Ricciardi, "abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località".Per Ricciardi l'Italia avrebbe dovuto fare come Francia, Germania e Regno Unito che, "seguendo l'Oms, non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio". "Inoltre hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso", ha osservato, e in questo senso sarebbe necessario "introdurre lo stato d'emergenza per avere una sola linea di comando per tutte le regioni".

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    Harry e Meghan, la villa a Malibu da 5,4 milioni di sterline

    Harry e Meghan intendono trasferirsi in una villa a Malibu: il palazzo vanta 8 camere da letto, una piscina, un campo da tennis e un vasto giardino.

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    Abusa di alcool e psicofamraci, poi aggredisce padre e la figlia

    Donna di 44 anni arrestata dai carabinieri all'Appio-Latino

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    Renault Fuego, una coupé caliente e turbata

    Ha un breve successo quarant'anni fa, ma non riesce a sfondare pur vantando doti interessanti per l'epoca

  • Massimo Ranieri a C’è Posta Per Te: lacrime per una tragedia in famiglia
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    Massimo Ranieri a C’è Posta Per Te: lacrime per una tragedia in famiglia

    Massimo Ranieri a C'è Posta per Te nella serata di sabato 22 febbraio: il cantante non trattiene le lacrime in studio per una tragedia in famiglia.

  • Consigliera Regione chiusa in casa: "A Codogno situazione drammatica"
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    Consigliera Regione chiusa in casa: "A Codogno situazione drammatica"

    "La situazione è drammatica, c’è una preoccupazione collettiva". Lo ha detto Patrizia Baffi, consigliera regionale di Italia Viva in Lombardia, che si è collegata via Skype con l’assemblea di Italia Viva a Roma. Baffi, da casa sua a Codogno, ha raccontato di essere amica del primo contagiato dal coronavirus. "Qui è come se fossimo tutti in prima linea, con questa sofferenza nel cuore", ha spiegato l’esponente di Iv. "Preoccupante, disarmante e angosciante". Baffi ha descritto così all'Adnkronos la situazione a Codogno. "Sono chiusa in casa e sono provata da una situazione difficile e complicata - racconta - C'è un'ordinanza del sindaco che ha ordinato la chiusura degli esercizi commerciali, ha annullato tutte le attività collettive e chiede appunto di non uscire di casa".  "Preoccupa soprattutto le tante persone che sono in attesa di fare il tampone - evidenzia Baffi - Siamo 16mila abitanti a Codogno, bene o male ci conosciamo tutti ed è un poco angosciante l'attesa. Ho cercato anche di ricostruire le mosse del 38enne di Codogno, perché si hanno amici comuni, ci si conosce tutti e ho inviato all'assessore alla Sanità della Lombardia gli elenchi della squadra di calcio, del gruppo podistico e del corso della Croce Rossa, insomma di coloro che si sono trovati negli ultimi giorni a partecipare ad attività collettive insieme a lui. E sono tutte persone che attendono, a casa, di fare il tampone". "I contorni del contagio non sono chiari - continua Baffi - dato che sembra provenire da una persona asintomatica, negativa al tampone ma che comunque era rientrata da poco dalla Cina. La mancanza di chiarezza rende tutto più complicato, più precario. La sofferenza è alta perché le persone coinvolte si conoscono tutte: due mie amiche infermiere sono 'chiuse' in ospedale in attesa del tampone e la preoccupazione sale. Confortare, dire le parole giuste è difficile dato che siamo tutti nella stessa situazione".  Una situazione che desta preoccupazione anche dal punto di vista economico. "Gli esercizi commerciali staranno chiusi fino a martedì, poi riceveranno altre comunicazioni - conclude Baffi - è un colpo non solo per Codogno ma per tutta l'area. Non solo negozi, ma aziende e fabbriche sono chiuse, dipendenti a casa. Sarà difficile ma riusciremo a risollevarci".

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    Vivere barricati in casa a Codogno in attesa che il virus passi. Storia di Anna

    Il silenzio, le strade deserte, i negozi chiusi, le ore che passano in una lunga attesa. Codogno, 16 mila abitanti, centro nevralgico nel Lodigiano (sono molti i pendolari per i collegamenti con Milano) è da venerdì una città chiusa, ferma, dopo che la notizia del focolaio di coronavirus ha sconvolto la vita di un classico centro lombardo, piccolo e operoso. Dove tutti sono invitati a stare chiusi in casa. "Non avrei mai pensato di vivere questa esperienza, di dover restare a casa senza uscire. È difficile, ieri era il primo giorno e lo vivi un po' così, oggi inizi a riflettere".A parlare all'AGI è Anna, che da ieri non esce di casa, e che racconta dal posto come si vive in un Paese di fatto in quarantena. "Non conoscevo l'uomo risultato positivo né i suoi contatti - spiega - ma certo nel paese c'è paura. Abbiamo sentito la notizia ieri mattina, poi sono arrivate l'ordinanza comunale e quella regionale, che hanno chiuso le attività commerciali e le scuole, e chiesto alla popolazione di rimanere a casa, cosa che stanno facendo tutti".Il clima è spettrale: "Sono pochissime le auto in circolazione, e i negozi sono tutti chiusi ad eccezione di alcuni supermercati e delle farmacie. Non si esce se non è proprio indispensabile, per fare la spesa. Ci hanno detto che i dipendenti dei supermercati vengono controllati. Nessun assembramento è permesso, anche i funerali si fanno solo con il sacerdote e massimo quattro parenti".Le assenze dal lavoro, racconta, "vengono giustificate dall'ordinanza ministeriale, che ha valore di certificato medico, mentre per i lavoratori autonomi ovviamente è un problema, penso che si interverrà con fondi ad hoc". E così le ore in casa passano nella noia, ma anche nella paura del nemico invisibile ma aggressivo."Certo che ci penso, è normale. È un pensiero irrazionale ma c'è. Non conosciamo l'inizio di questa storia e purtroppo non ne conosciamo la fine, di sicuro dobbiamo stare 14 giorni a casa e poi si vedrà. Di certo abbiamo molto, troppo tempo per riflettere e la preoccupazione del contagio ce l'hanno tutti. L'unica cosa è attenersi alle indicazioni, stare a casa e chiamare i medici se qualcosa non va".Tra le riflessioni di queste ore, Anna sottolinea anche che "la cosa si allargherà anche ad altri Comuni, secondo me questa è solo la punta dell'iceberg". Ed è solo il giorno 2.

  • Sangiuliano: "Minacciato perché non mi piego a vulgata dominante"
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    Sangiuliano: "Minacciato perché non mi piego a vulgata dominante"

    Il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, denuncia in un post su Facebook di essere "bersaglio quotidiano" di "minacce" e "invettive", per non essere "in linea con la vulgata dominante". "Una cosa è certa non mi piegherò mai, perché lo devo alla mia dignità", sottolinea Sangiuliano. "Non dormire la notte - scrive il direttore del Tg2 - svegliarsi di soprassalto, essere bersaglio quotidiano, indicato all’indice come pubblico scandalo, oggetto delle invettive (quasi sempre basate su fatti inesistenti) da parte di un deputato che si fa forte della sua immunità per picchiarmi come si può fare ad una persona con le mani legate. Bersagliato da una parte della folla del web come si faceva nelle piazze spagnole durante l’epoca dell’inquisizione quando ognuno passava e sputava sulla vittima inerte. Un altro politico ha scritto su Twitter che la mi testa deve 'rotolare'. Tutto documentato e fotografato. E risparmio il catalogo dettagliato e ampio delle minacce. Poi penso - sottolinea Sangiuliano - che un po’ sono fortunato perché se questa condizione l’avessi vissuta negli anni Settanta qualcuno sarebbe passato alle vie di fatto. Oggi, per fortuna non accade più". "Tutto questo - aggiunge - perché non la penso come loro, perché non sono in linea con la vulgata dominante. Perché mi permetto di celebrare Solzenicyn (internato nel Gulag dai loro antenati), perché parlo di Sciascia, di Pasolini, di Benedetto Croce. Perché difendo il diritto dello Stato di Israele ad esistere. Perché faccio intervistare Steve Bannon (come hanno fatto tv e giornali di mezzo mondo), perché ho previsto la vittoria elettorale di Boris Johnson, perché ho posto il tema dell’integrazione in Svezia (cosa che ha fatto tutta la stampa mondiale), perché ho ricordato l’assassinio del giovane di destra Cecchin durante gli anni di piombo, perché per primo il tg che mi onoro di dirigere ha intervistato Guaidò che combatte la sua battaglia di libertà in Venezuela, perché ricordo che Vittorio Bachelet fu assassinato dalle Br, come tre poliziotti in una fredda mattina di Milano. Perché? Perché? Perché sono liberale e conservatore, e soprattutto prezzoliniano. È questo mi rende uno che la pensa diversamente e quindi va eliminato, umiliato e offeso quotidianamente", prosegue. "Lo dico da tempo: la nostra società - sottolinea Sangiuliano - viene uccisa quotidianamente dal politicamente corretto, dal pensiero acritico che nel sonno della ragione non vuole verifiche, non vuole discutere. Vi prego di leggere oggi Marco Travaglio che spesso mi ha legittimamente criticato ma che ora difende il valore più alto per donne ed uomini: la libertà. Una cosa è certa non mi piegherò mai, perché lo devo alla mia dignità", conclude il direttore del Tg2.

  • Resi Amazon, nuova legge della Regione Lazio: andranno in beneficenza
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    Resi Amazon, nuova legge della Regione Lazio: andranno in beneficenza

    La nuova legge regionale approvata in Lazio sui resi Amazon vuole bene all'ambiente e aiuta i bisognosi: "Contributo alla lotta contro gli sprechi".

  • Levante si mette a nudo: "Sono innamorata"
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    Levante si mette a nudo: "Sono innamorata"

    Sulla canzone di Diodato la cantante ha detto: "Probabilmente può esserci un’emozione dedicata a me, ma non è per me quella canzone”.

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    Roma, ubriaco ed armato di mazza e coltelli aggredisce parenti

    Bloccato ed arrestato dalla Polizia di Stato

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    Il figlio di Donald Trump "vince" il permesso di cacciare un orso grizzly in Alaska

    Appassionato cacciatore, Donald Trump Jr, il figlio del presidente Usa, Donald Trump, si è conquistato il diritto di cacciare un orso grizzly nel nord-ovest dell'Alaska, vicino alla città di Nome sul Mare di Bering. Periodicamente il governo locale sorteggia i permessi di caccia agli orsi, ai caribù, le alci e altri animali selvatici. E di solito gli aspiranti sono molti più che le licenze messe a disposizione. "Riceviamo migliaia di richieste", ha spiegato Eddie Grasser, il direttore del settore conservazione fauna selvatica al ministero Pesca e selvaggina dell'Alaska, e se qualcuno vince è questione di "pura casualità, fortuna nell'estrazione". Ma nel caso del permesso di caccia vinto dal figlio del presidente, fa notare l'agenzia Reuters, la competizione non c'è stata affatto: avevano fatto richiesta solo tre persone su 27 'buoni' a disposizione.Per cacciare nella zona di Nome, Trump ha dovuto sborsare una tassa di 1.000 dollari riservata ai non residenti e comprare una licenza di caccia di 160 dollari. Si calcola che in Alaska vivano circa 30 mila orsi grizzly e l'amministrazione Trump ha proposto di cancellare il divieto di cacciare gli orsi nelle riserve naturali. Il figlio maggiore del presidente è un appassionato cacciatore e ha fatto diverse spedizioni, persino in Mongolia e Zimbabwe. Probabilmente nei prossimi mesi andrà in Alaska anche per cacciare cervi e anatre.​

  • Elettra Lamborghini: "Voglio adottare un bambino"
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    Elettra Lamborghini: "Voglio adottare un bambino"

    Non solo musica nella vita della cantante-ereditiera emiliana. Nel suo futuro ci sono il matrimonio e una famiglia numerosa.

  • Carabinieri Tpc recuperano testa Marco Aurelio rubata a Zagarolo
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    Carabinieri Tpc recuperano testa Marco Aurelio rubata a Zagarolo

    È stata recuperata a Campione d'Italia, dopo 27 anni, la testa scultorea in marmo dell’imperatore Marco Aurelio, opera del II secolo d.C., un tempo collocata sulla sommità dell’arco di trionfo di Zagarolo (Roma), annesso al palazzo Rospigliosi, sede del museo del giocattolo. L’importante recupero è il frutto di un’attività investigativa della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.  L’opera era stata rubata nel mese di marzo del 1992 da ignoti che avevano approfittato di un’impalcatura mentre era in corso il restauro della facciata del palazzo nobiliare. L’edificio, già di proprietà delle famiglie Colonna, Ludovisi e Rospigliosi, è attualmente proprietà del Comune di Zagarolo. Il palazzo, che ospitò Caravaggio ed il poeta Vittorio Alfieri, era stato impreziosito, nel 1500, con marmi romani ed elementi architettonici provenienti dal teatro di Marcello e dalla vicina Gabii.  L’opera, dopo il furto, venne ceduta ad un ricettatore romano che l’aveva trasportata oltralpe ed affidata ad una sua persona di fiducia, ignara della provenienza illecita del bene. Una volta individuata a Campione d’Italia, la testa è stata sequestrata e rimpatriata. La scultura, una volta restaurata, grazie al sapiente lavoro dell’Istituto Centrale per il Restauro, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, verrà ricollocata nella sua sede originaria, di concerto con il Comune di Zagarolo e la direzione del Museo del giocattolo, che è ubicato proprio nello storico Palazzo Rospigliosi. La scultura romana, che raffigura l’imperatore Marco Aurelio, altissima espressione storico-artistica del patrimonio culturale italiano, ha una valore puramente commerciale di circa trecentomila euro.

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    Economy of Francesco, in arrivo ad Assisi 2000 giovani -2-

    Roma, 23 feb. (askanews) - Martedì 25 febbraio alle 15 nella sede dell'Associazione Stampa Estera di Roma verranno illustrati i numeri dei giovani partecipanti, il programma dei cinque giorni, i relatori, i 12 villaggi, la visita di Papa Francesco, le modalità di accreditamento e le informazioni operative per la stampa. Alla conferenza, coordinata dal direttore della struttura informativa dell'evento, padre Enzo Fortunato, saranno presenti il presidente del comitato organizzatore dell'evento, Mons. ...

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    Si chiude la finestra per fermare il contagio

    Non si ferma l'epidemia da nuovo coronavirus e cresce la preoccupazione nell'Oms: l'organizzazione Onu per la prima volta ha detto che si sta riducendo "la finestra" per fermare l'epidemia e anche che è allarmata dei casi senza legami accertati con la Cina.I nuovi focolai sono in aumento: oltre ai contagi in Italia, è stato confermato un primo caso in Libano, altri due decessi in Iran (adesso sono almeno 4), sono raddoppiati i casi in Corea del Sud e c'è un picco di contagio in cinque carceri in altrettante province cinesi (Shandong, Zhejiang e Hubei). E mentre Wuhan, la città cinese focolaio, ha in programma di costruire altri 19 ospedali provvisori che saranno pronti martedì (30 mila posti letto), cresce l'allarme che l'epidemia possa dilagare anche a Pechino: due ospedali sono stati messi in quarantena e c'è un quartiere che ha una "densità di infezione" seconda solo a Wuhan.Intanto la Cina ha nuovamente rivisto (per la terza volta in otto giorni, per la seconda volta in 24 ore) i criteri per conteggiare i casi dell'epidemia. L'incoerenza nei dati epidemici, in particolare nell'Hubei, semina incertezza su quel che sta accadendo e ne risentono i mercati, tutti in ribasso. Pechino: "Ancora grave la situazione nello Hubei"Anche la Cina adesso ammette che il picco dei contagi da coronavirus non è ancora arrivato e che la situazione a Wuhan e nello Hubei è ancora "grave e complessa". In Iran, i decessi sono ormai quattro, 18 i casi confermati e il focolaio sembra essere arrivato dalla città santa di Qom, dove il virus sarebbe stato portato da operai cinesi. È allarme anche in Corea del Sud dove una setta religiosa si è messa in auto-isolamento dopo essere stata identificata come possibile focolaio nel Paese asiatico.Sono 204 i casi confermati a livello nazionale e la maggioranza dei contagiati si trova a Daegu (due milioni e mezzo di abitanti) che, insieme alla vicina Cheongdo, è stata dichiarata "zona di attenzione speciale". Tutte le basi militari sono state chiuse dopo che tre soldati sono stati trovati positivi al virus e i 9 mila seguaci della Shincheonji Church of Jesus the Temple of the Tabernacle of the Testimony sono isolati in casa.Le autorità hanno scoperto che la maggior parte dei nuovi casi di Covid-19 sono legati a una 61enne che aveva preso parte alle attività della chiesa, mentre altri contagiati avevano partecipato al funerale del fratello del fondatore della setta, un 'santone' che promette di portare i suoi seguaci in Paradiso, al quale erano presenti diversi fedeli. "La situazione sta cambiando"A Ginevra, ha parlato il capo dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus: "Siamo ancora in una fase in cui è possibile contenere il epidemia". Ma la "'finestra' si sta restringendo", ha avvertito, deplorando la mancanza di sostegno finanziario internazionale. L'Oms è particolarmente preoccupata per l'emergere di casi al di fuori della Cina "senza un chiaro legame epidemiologico, come una storia dei viaggi o di contatto con un caso confermato"."Vediamo che la situazione sta cambiando", ha riconosciuto Sylvie Briand, direttrice del dipartimento Global Preparedness for Infectious Risks all'organizzazione Onu: "Non solo aumenta il numero di casi, ma stiamo anche assistendo a diversi modelli di trasmissione in luoghi diversi". L'Oms rifiuta per il momento di parlare di pandemia, ma ritiene che ci siano "epidemie diverse, che mostrano fasi diverse. E stiamo cercando di dare un senso a tutte queste diverse situazioni nel mondo". A conferma del crescente allarme, l'agenzia Onu ha annunciato la nomina di sei inviati speciali, tra i quali David Nabarro, ex coordinatore delle Nazioni Unite per l'Ebola durante l'epidemia che colpì l'Africa occidentale tra la fine del 2013 e il 2016.L'epidemia ha già causato oltre 2.250 vittime (2.144 nell'Hubei) e causato 76.800 casi confermati (oltre 62 mila nell'Hubei). Il numero di nuovi casi era diminuito in Cina negli ultimi quattro giorni, adesso invece ha ripreso a salire (almeno 889 nuovi casi, erano stati 673 il giorno precedente): un nuovo picco, secondo l'Oms spiegabile con i nuovi criteri di conteggio.

  • Daylight Studio: “La moda è una parte importante di Milano”
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    notizie.it

    Daylight Studio: “La moda è una parte importante di Milano”

    Davide e Antonello, proprietari di Daylight Studio, hanno raccontato a Notizie.it | Milano il loro lavoro in occasione della Fashion Week milanese.