Sanremo, Scaccabarozzi (Farmindustria): "Farmaci nei brani? Segno di familiarità e fiducia"

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All'inizio fu la Citrosodina Granulare di Sergio Caputo, poi arrivò il Maalox di Ligabue ('Tra palco e realtà'), tre anni fa sbancò la Tachipirina di Calcutta (nel verso iniziale di 'Paracetamolo'), ora a Sanremo ben tre brani in gara citano farmaci, principi attivi e medicamenti. La sempre più frequente presenza di farmaci nelle strofe delle canzoni "è segno di familiarità e fiducia", commenta il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, intervistato sull'argomento dall'Adnkronos, all'indomani degli ascolti in anteprima per la stampa dei 26 brani in gara a Sanremo. Dove appunto la sfilata farmacologica sarà imponente: 'Il Farmacista', il brano che Max Gazzè porterà in gara con la 'misteriosa' Trifluoperazina Band cita una sequela di farmaci e principi attivi (Dimetisterone, Norgestrel, Trifluoperazina, Secobarbital); 'Arnica' è il titolo del brano del poeta cantautore Gio Evan che l'ha definita una "canzone pomata" perché parla di come riprendersi dagli urti della vita; e ancora, il cantante cosentino Aiello parla di “sesso ibuprofene”, nel brano 'Ora', che racconta quella fase della vita sentimentale in cui non si riesce a superare la fine di una storia d’amore e chi viene dopo si prende la parte peggiore di noi, compreso il sesso antidolorifico.

"Io credo che questa tendenza dimostri come i farmaci siano entrati a fare parte della nostra vita e del nostro linguaggio quotidiano e quindi anche come ci sia una maggiore fiducia. Negli ultimi anni la mortalità si è ridotta del 23% grazie all'uso dei farmaci. Probabilmente le persone cominciano ad avere più fiducia ed aspettative. E senz'altro questo anno di pandemia, con la corsa per la ricerca e lo sviluppo dei vaccini per il Covid, ha impresso un'ulteriore accelerazione a questo processo", spiega il presidente di Farmindustria che è anche un appassionato di musica e un musicista. Laureato in farmacia e amministratore delegato e presidente di Janssen Italia, Massimo Scaccabarozzi, è infatti il frontman della JC Band, gruppo rock composto interamente da dipendenti di Janssen specializzato nelle cover di Vasco Rossi. "Abbiamo fatto 140 concerti di beneficenza e 6 cd, dedicati ad associazioni che si occupano di sociale", racconta.

Il fatto che molti farmaci siano entrati nel linguaggio quotidiano e nei testi musicali è la dimostrazione che oggi, più che in passato, si fa ricorso ai farmaci? "Non credo che sia dovuto ad un maggiore ricorso ai farmaci. Semplicemente, oggi se ne parla di più: le informazioni girano di più, c'è una maggiore consapevolezza del fatto che nella vita qualche volta, purtroppo, dobbiamo ricorrere ai farmaci. E ci sono meno paure e pregiudizi rispetto al passato". Per il presidente di Farmindustria è però importante che la familiarità non si traduca in superficialità: "Bisogna fare attenzione a non affidarsi a 'dottor Google': non può essere una ricerca su internet ad indurci a prendere un farmaco. I farmaci vanno presi solo quando li prescrive un medico", sottolinea.

Il Cts ha chiesto al festival di contribuire alla sensibilizzazione sull'importanza della campagna vaccinale sul Covid e le canzoni pullulano di farmaci. Se continua così Farmindustria potrebbe diventare sponsor di Sanremo? "Assolutamente no. Farmindustria e l'industria farmaceutica che rappresenta hanno un altro ruolo e ci piace concentrarci su quello che facciamo: ricerca e produzione per mettere a disposizione di tutti i cittadini farmaci che migliorano la qualità e l'aspettativa di vita e a volte la salvano. Basti pensare ai vaccini per il Covid: significano non solo vita ma anche vita sociale", conclude Scaccabarozzi, confessando il suo sogno nel cassetto sanremese: "Rivedere Vasco sul palco dell'Ariston, in attesa che tornino i concerti. Sarebbe straordinario. Credo che sia uno dei più grandi poeti e filosofi viventi. Vorrei riascoltare 'Vivere', una delle canzoni più belle che siano mai state scritte. Noi chiudiamo sempre i nostri concerti di beneficenza con questa cover. Quest'anno avrebbe un significato particolare".

di Antonella Nesi