Sant’Anna di Pisa: buona tenuta di sistemi sanitari nell’epidemia

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Pisa, 23 apr. (askanews) – Come hanno reagito i sistemi sanitari davanti all’emergenza pandemica da Covid-19, e qual è stata la loro capacità di resilienza? A queste domande rispondono le analisi presentate a un evento online, organizzato dal laboratorio MeS (Management e sanità) dell’Istituto di Management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, evento al quale hanno partecipato la rettrice della scuola Sabina Nuti, il direttore generale dell’agenzia per i servizi sanitari regionali Domenico Mantuan, e il team di ricerca del laboratorio MeS.

“Il lavoro che presentiamo oggi è stato realizzato con dieci regioni italiane” ha detto Nuti; “regioni che si contraddistinguono per la loro volontà di misurare l’impatto della pandemia. Fanno parte del network delle regioni per la valutazione, e vorrei sottolineare che è un lavoro su base volontaria; sono loro che vogliono confrontarsi e pubblicare i dati, consapevoli del livelli di responsabilità che ogni regione ha nel trovare la modalità più efficiente per rispondere a questo tsunami. La valutazione che i cittadini hanno dato sulla qualità e la resilienza dei servizi sanitari, direi che la tenuta è estremamente elevata: i dati sono confrontabili a quelle di indagini precedenti, con una metà di popolazione soddisfatta o pienamente soddisfatta, una parte che ha dato un giudizio medio e circa un 20% che ha dato un giudizio di non soddisfazione. Chi ha avuto il Covid ed è stato preso in carico dal SSN si dichiara soddisfatto, certamente più di chi non è stato preso in carico”.

“La ricerca promossa dalla Scuola Superiore Sant’Anna offre una visione a tutto tondo della capacità di resilienza dei nostri servizi sanitari regionali nel 2020 rispetto al 2019” dice Federico Vola, coordinatore del Network delle Regioni dell’Istituto Sant’Anna di Pisa. “Molteplici le direzioni di analisi, prestazioni, risposta a patologie oncologiche, pronto soccorso. Le regioni dimostrano di aver risposto in maniera differente a seconda dell’ambito d’indagine. Per portare un esempio: nel caso del tumore maligno alla mammella, mediamente le regioni riducono la loro offerta del 14%; abbiamo regioni come il Friuli o le Marche che sostanzialmente registrano una stabilità, e Bolzano addirittura la aumenta; quindi complessivamente una buona tenuta dei nostri sistemi sanitari”.