A Santa Cecilia stagione di 'ripartenza e consolidamento' tra star internazionali e giovani artisti

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(Adnkronos) - "Sarà una stagione di ripartenza e consolidamento", come l'ha definita il presidente-sovrintendente Michele dall'Ongaro, quella del 2022-2023 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presentata oggi all'Auditorium Parco della Musica 'Ennio Morricone' di Roma. Sarà anche l'ultima che vede Antonio Pappano nella veste di direttore musicale dell'istituzione, incarico che scade a settembre 2023. Ma Sir Tony diventerà direttore onorario a vita "e anche oltre", come ha annunciato dall'Ongaro scherzando, e assicurerà la sua presenza nei cartelloni futuri. Tra gli impegni annunciati, quello del Festival di Pasqua di Salisburgo 2024 che vedrà Pappano alla guida di Coro e Orchestra di Santa Cecilia impegnati in un'opera in forma scenica, un concerto sinfonico-corale e due concerti sinfonici. "Saremo lì al 150% con grinta, anima e cuore per mostrare la qualità dei nostri complessi", dice Pappano.

Quanto al cartellone della prossima stagione, si annuncia ricchissimo con 28 concerti sinfonici, 18 da camera, tournée in Europa (Vienna, Parigi, Monaco, Madrid, Francoforte, Essen, Amburgo e Strasburgo) e in Italia (Scala di Milano, Ferrara, Siena e Rimini). E soprattutto grandi nomi della scena internazionale - come Martha Argerich, Lisa Batiashvili, Igor Levit, Grigory Sokolov, Juraj Valcuha, Pablo-Heras Casado, Daniele Gatti, Herbert Blomstedt, Jakub Hrůša, Manfred Honeck, Gianandrea Noseda, Myung-Whun Chung, la pianista salentina Beatrice Rana, artista in residenza all'Accademia - affiancati da giovani emergenti, come Antonello Manacorda al suo debutto a Santa Cecilia, che il 5 maggio prossimo salirà per la prima volta sul podio dei Berliner Philharmoniker, e Alexander Gadjiev, italianissimo a dispetto del nome, che si è aggiudicato il secondo premio al concorso Chopin di Varsavia.

La stagione si apre il 18 ottobre prossimo (repliche il 20 e il 22) con 'Elektra', "un'opera estrema ad altissima temperatura, dalla prima all'ultima nota", spiega Pappano che la dirigerà, convinto che dalla partitura di Richard Strauss "ci sia molto da imparare". "La conosco benissimo, l'ho sempre studiata ma al Covent Garden l'ho sempre fatta dirigere ad altri colleghi. Adesso voglio farlo io", chiosa il maestro anglo-italiano che nella prossima stagione salirà sul podio per ben otto concerti, tra i quali una chicca: insieme a Beatrice Rana eseguirà per la prima volta a Santa Cecilia il concerto per pianoforte di Clara Schumann. "Un'autrice che ho sempre amato moltissimo, fin da giovane mi sono letteralmente drogata dei suoi diari. Era una pioniera, nell'800 non era scontato che una donna facesse la concertista", spiega la pianista salentina.

"Dopo tanti compositori italiani, da Puccini a Vivaldi, che dirigerò il 2 e il 5 maggio anche a Londra con la London Symphony, sentivo il bisogno di tornare al sinfonismo classico", chiarisce Pappano, con Beethoven, Mahler (la Settima Sinfonia), Schumann, Ravel, Sibelius, Mendelssohn, Bruckner (la Nona Sinfonia) "che serve molto a fare crescere e perfezionare un'orchestra - spiega Sir Tony - perché richiede molta pazienza ed è anche una sfida", Haydn con la Sinfonia n. 101 'L'Orologio', "che diressi per la prima volta tanti anni fa quando le mie nozioni sulla direzione d'orchestra si potevano scrivere su un francobollo", scherza Pappano. Infine Sostakovic "che chiude il cerchio perché la mia avventura da direttore musicale a Santa Cecilia si aprì proprio con la sua Decima sinfonia".

E poi il coro, "eccellenza dell'Accademia - sottolinea dall'Ongaro - che aprirà la stagione da camera con un ensemble di percussioni e i giovani pianisti dei corsi di perfezionamento" per l'esecuzione di 'Le Noces' e 'La sinfonia di Salmi' di Stravinsky qui proposta nella trascrizione di Sostakovic, oltre a 'Ionisation' di Edgar Varese. Ma anche la musica di oggi affidata al compositore inglese Thomas Ades che salirà sul podio per dirigere 'The Planets' di Gustav Holst e la sua composizione 'Paradise'.

"L'accademia di Santa Cecilia - osserva l'assessore capitolino alla Cultura, Miguel Gotor - rappresenta un unicum nel panorama nazionale. Non si e' mai fermata, neppure con la pandemia, e coniuga tradizione e innovazione, tutela e valorizzazione, una cosa che nella gestione di Roma vale non solo per i monumenti e i marmi, ma anche per le istituzioni. Roma è una città complicata - aggiunge - ma faremo del nostro meglio per garantire il contributo materiale all'Accademia, perché la musica è educazione, soprattutto per i giovani che purtroppo in Italia non ricevono un'adeguata educazione musicale a scuola".

"Un programma importante che conferma la vocazione internazionale dell'Accademia - sottolinea la consigliera della Regione Lazio, Marta Leonori - sia per l'altissima qualità della proposta, sia per l'attenzione ai giovani posta nella programmazione, ma anche nel facilitare loro l'accesso ai concerti attraverso iniziative di natura economica (nuova formula di abbonamento agevolata per gli under 35 e ingresso gratuito per chi ha meno di 18 anni ed è accompagnato da un adulto pagante, ndr). Quindi riconfermiamo il nostro impegno nei confronti dell'Accademia perché è un bene che le istituzioni sostengano attività come quella di Santa Cecilia", conclude.

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