Santa Maria Capua Vetere, ex detenuto: "Mi hanno colpito in fronte, in faccia e sulla schiena"

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Pestaggi carcere ex detenuto
Pestaggi carcere ex detenuto

Dopo la notizia dei presunti pestaggi avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per cui risultano indagati 52 agenti penitenziari, un ex detenuto nella stessa struttura all’epoca dei fatti ha fornito la sua versione su quanto accaduto il 5 aprile 2020 confermando le violenze.

Pestaggi in carcere: parla un ex detenuto

Raggiunto nella sua abitazione dai giornalisti di Fanpage.it, Vinenzo Carace ha spiegato di aver passato quasi 28 anni in carcere per droga, associazione e altri reati e di esserne uscito il 2 settembre per fine pena. L’uomo, in sedia a rotelle, ha spiegato che prima dei pestaggi oggetto dell’indagine della magistratura ha avuto luogo una piccola protesta da parte dei detenuti nata dall’interruzione dei colloqui con i familiari a causa dell’emergenza sanitaria.

Il giorno successivo, stando a quanto ha raccontato, la Polizia penitenziaria avrebbe fatto uscire dalle rispettive celle i detenuti per dare vita a quella che è stata definita “un’orribile mattanza“.

Io sono sulla sedia a rotelle, mi sono abbassato perché non ce la facevo più, mi colpivano in faccia, in fronte, dietro alla schiena, mi sono abbassato e martellavano“, ha dichiarato. “Ci hanno rovinati, ci hanno portato sopra, salendo sopra ci hanno fatto il triplo“, ha continuato.

Pestaggi in carcere, ex detenuto: “Devono pagare”

Ha poi sottolineato di aver perso i denti a causa della violenza di un colpo e di avere avuto un problema all’occhio sinistro. “Tutta la notte si sono messi, lasciavano uno e prendevano un altro. A me ci hanno messo mezz’ora a lasciarmi“, ha spiegato. Poi una riflessione: è giusto che “noi malavitosi” paghiamo per gli sbagli commessi e scontiamo una pena, ma “non con la vita, perché non siamo dei numeri di matricola ma esseri umani“.

Infine l’auspicio che gli agenti coinvolti nei pestaggi paghino per quanto commesso: “Per me non erano esseri umani, quelli erano demoni Dottorè, demoni e loro erano una sola cosa“.

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