Santabarbara 5 Stelle. Il Movimento è una polveriera

Pietro Salvatori
(Photo by Michele Spatari/NurPhoto via Getty Images)

“Ognuno è libero di esprimersi”, dice Luigi Di Maio a proposito del “non fidatevi del Pd” scritto ieri da Alessandro Di Battista, e un senatore d’esperienza si mette a ridere quando glielo si racconta al telefono. Per poi aggiungere: “Non mi virgolettare nulla”. Amen. Tra strascichi della nuova alleanza, grandi malumori per la nuova squadra di governo, accordi regionali gestiti dall’alto, il Movimento 5 stelle è una polveriera.

Poi il botto non ci sarà, magari finirà nella solita assemblea tarallucci e vino come prevede ormai da anni il cerimoniale pentastellato di Palazzo. Forse la scissione non arriverà – mai ce ne è stata una seria fra i pentastellati – e qualche addio alla chetichella passerà inosservato come d’altronde già successo anche in questa legislatura. Ma dire che la leadership del leader e della’oligarchia di comando non sia profondamente in discussione sarebbe dire una cosa non vera.

“Politicamente Luigi è a un passo dall’essere finito – taglia con l’accetta la questione il senatore di cui sopra – In tutto questo caos ci scordiamo che ci ha fatto dimezzare i voti, ci ha portato lui dritti in quel progetto fallimentare che è stato il governo con la Lega”. “L’unica speranza – aggiunge – è che non prenda un’altra scoppola elettorale”. Eccola, l’Umbria. Il piano di Di Maio è chiaro: sporcarsi le mani senza darlo troppo a vedere per bloccare l’avanzata salviniana nelle elezioni locali e togliere ossigeno alla propaganda asfissiante dell’opposizione che rischia di scavare goccia a goccia la pietra pomice della cosa giallorossa.

Il leader si è chiamato fuori: “Sui nomi decide chi sta facendo le trattative”. Troppo tardi forse per placare la sollevazione dei suoi a Perugia e dintorni. “Sarà complicata da spiegare”, ragiona Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera. “Rischiamo il bagno di sangue se non la sappiamo gestire”. Il suo collega a Palazzo...

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