Sarà Zemmour a sfidare Macron al ballottaggio?

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AGI - In Francia se si votasse oggi, sarebbe il probabile candidato Eric Zemmour, vicino all'estrema destra, ad andare al ballottaggio contro il presidente uscente Emmanuel Macron e non Marine Le Pen.

L'aggiornamento sulle preferenze in vista delle presidenziali di aprile 2022 arriva da un sondaggio realizzato da Harris Interactive per la testata Challenges: il controverso giornalista-saggista otterrebbe tra il 17 e il 18% dei consensi, superando la diretta ‘rivale', la leader del Raggruppamento nazionale (Rn) Le Pen, che gode del 15-16% delle preferenze.

In testa il presidente uscente, Emmanuel Macron, sarebbe invece scelto dal 24 al 27% degli elettori francesi. Sempre secondo lo stesso sondaggio, sarebbe Macron a vincere il secondo turno con il 55% dei voti, contro 45% per Zemmour. 

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— Eric Zemmour (@ZemmourEric) September 4, 2021

In lizza ci sono anche i tre candidati di destra: Xavier Bertrand (13%), Valérie Pécresse (11%) e l'ex commissario Ue Michel Barnier al 7%.

A sinistra, invece, il leader Lfi, Jean-Luc Mélenchon è a quota 11%, l'ambientalista Yannick Jadot tra il 6-7%, la socialista Anne Hidalgo non andrebbe oltre il 6% e Arnaud Montebourg al 2%.       

“Prima di Eric Zemmour, mai nessun candidato ha conosciuto tale progressione nelle intenzioni di voto in così poco tempo”, ha commentato Antoine Gautier, analista di sondaggi di Harris Interactive. 

Il volto noto dell'emittente CNews, che del resto non ha ancora ufficializzato la sua candidatura, registra una progressione fulminante dallo scorso 8 settembre, quando il suo nome è stato citato per la prima volta in indagini pre-elettorali e otteneva il 7% delle intenzioni di voto. 

Un andamento in crescita che va di pari passo con il calo di Le Pen, data nei mesi scorsi come qualificata per il ballottaggio di fronte a Macron. La sua popolarità è passata da 28% di giugno al 24% di agosto.   

Un altro dato emerso da questo ultimo sondaggio riguarda l'affluenza alle urne che potrebbe non superare il 50%, con solo un intervistato su due che si è detto sicuro di andare a votare alle presidenziali.

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