Sarah Scazzi, ancora una perizia a discolpa di Michele Misseri

Sono emersi nuovi dettagli dalla 19udienza del processo in corte d’Assise a Taranto per l’omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto il 26 Agosto del 2010 ad Avetrana. Nella sua deposizione il medico legale Prof. Luigi Strada, incaricato dalla Procura della Repubblica, giunge alla conclusione che l’omicidio sia avvenuto con una cintura e non con una corda come inizialmente ipotizzato.

In aula è stato proiettato anche il video nel quale lo zio della vittima, Michele Misseri simula, con il professore nel ruolo di vittima, per tre volte lo strangolamento utilizzando un foulard. Solo al terzo tentativo Misseri, posizionato alle spalle della vittima, compie il gesto in una maniera compatibile con le risultanze dell'autopsia che ha accertato come sul collo di Sarah non vi fossero segni sulla parte del collo sottostante la nuca.

Questo elemento aggiunge un ulteriore elemento di ambiguità al ruolo di Michele Misseri nell'intera vicenda. Al primo interrogatorio l’uomo aveva lasciato che le accuse cadessero su di lui, più tardi su Sabrina Misseri, in ultimo di nuovo su di sé affermando di aver dichiarato il falso ed accusato la figlia su consiglio dell’avvocato Daniele Galoppa. Le contraddizioni e le differenti versioni interne alla famiglia Misseri sono state confermate anche da Valentina, sorella minore di Sabrina, che insiste nell'accusare il padre riconoscendolo come unico colpevole dell'orrendo delitto.

L'intera fase delle indagini è costellata di dichiarazioni rese e poi ritrattate, molte delle quali si possono attribuire all'eco mediatica del delitto in grado di suggestionare e solleticare gli istinti mitomani. Nella fase processuale sia accusa che difesa devono orientarsi in una selva di testimonianze ridondanti ed inutili. Un esempio? Nella stessa udienza le parti hanno concordato nel non ascoltare la commessa alle dipendenze di Giovanni Buccolieri, e suo marito. Il fioraio di Avetrana aveva raccontato anche a loro, non solo agli investigatori, di aver assistito ad un litigio tra Sarah e Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri accusata insieme alla figlia Sabrina salvo poi ritrattare e affermare che non si trattava di altro che di un "sogno lucido".

La forza mediatica di questo delitto è una delle componenti principali di questo processo, in sostanza iniziato con una confessione arrivata in diretta tv. Lo zio Michele è ancora sotto interrogatorio quando il 6 Ottobre 2010 le telecamere di Chi l’ha Visto inquadrano la madre della vittima, Concetta Serrani, che si trova in collegamento proprio nella casa dei Misseri. La Serrani riceve direttamente dalla conduttrice della trasmissione, Federica Sciarelli, la notizia che i carabinieri sono andati a recuperare il cadavere della figlia (in quel momento ancora ufficialmente "scomparsa") sulla scorta delle informazioni fornite da Michele Misseri.

Da lì in avanti le telecamere di tutti i giornali sono state piazzate di fronte alla "casa degli orrori" per mesi, con tutto il corollario di curiosi e di viaggi organizzati per "vedere dal vivo il luogo del delitto". Alla fame di notorietà ha ceduto anche il fratello di Sarah, Claudio, che si è dapprima rivolto a Lele Mora per ingaggiarlo come suo agente, poi si è detto disinteressato all'esito del processo ed infine pare sia impegnato nella scrittura delle sue memorie in un libro che dovrebbe raccoglie la sua esperienza di "fratello della vittima". Come per altre storie di cronaca nera assorte alla notorietà il giallo di Avetrana sembra destinato ad alimentare la morbosità di lettori e telespettatori mentre una verità definitiva sull'identità del colpevoli, o dei colpevoli, rimane lontana.

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