In Sardegna accordo per valorizzazione aree costiere Oristanese

Red
·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 6 feb. (askanews) - Dieci comuni dell'Oristanese, l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna, la Provincia di Oristano e il Consorzio di Bonifica Oristanese si impegnano per la tutela delle zone umide del Golfo di Oristano e della Penisola del Sinis verso uno sviluppo più sostenibile del loro territorio. Nella sede universitaria - Consorzio Uno ad Oristano, i sindaci e delegati dei 10 Comuni del progetto Maristanis*, tra cui Arborea, Arbus, Cabras, Guspini, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Vero Milis, Santa Giusta e Terralba, l'assessore della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna, Gianni Lampis, l'amministratore straordinario della Provincia di Oristano, Massimo Torrente, e il presidente del Consorzio di Bonifica d'Oristano, Carlo Corrias, si sono riuniti per firmare il Contratto delle zone umide costiere dell'Oristanese.

Un lungo percorso partecipato, con il supporto tecnico della Fondazione MEDSEA nell'ambito del progetto Maristanis, che ha portato alla individuazione degli obiettivi prioritari e delle principali iniziative da realizzare nei prossimi anni per migliorare la tutela e la valorizzazione di uno dei più importanti sistemi di zone umide dell'intero bacino del Mediterraneo. Nelle scorse settimane i comuni hanno scelto il sindaco di Terralba Sandro Pili e il sindaco di Cabras, Andrea Abis, come coordinatore e vice coordinatore del Gruppo di Coordinamento, l'organismo politico che avrà il compito di dirigere la reale attuazione del Contratto.

"Stiamo scrivendo oggi una pagina importante per lo sviluppo della nostra Isola che, in questo momento così difficile e in piena pandemia, offre un'opportunità di riscatto - spiega l'Assessore regionale della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna, Gianni Lampis -. All'interno di questo contratto c'è una progettualità che mira a coinvolgere i privati, a dimostrazione di come si voglia perseguire la creazione di un marchio che contraddistingua questo territorio. Tra le sfide più importanti c'è quella culturale di bandire l'utilizzo della plastica monouso da tutti i comuni dei litorali che firmano questo contratto. La presenza dell'uomo e la fruizione consapevole del patrimonio ambientale può essere, con una serie di regole condivise, occasione di sviluppo che serviranno per noi, ma soprattutto per chi verrà dopo di noi".

Per Sandro Pili, sindaco di Terralba e referente del Gruppo di Coordinamento di Contratto, l'accordo segna "una tappa fondamentale del percorso partecipato che i comuni interessati hanno intrapreso per la tutela e valorizzazione delle zone umide costiere dell'Oristanese. Un percorso articolato e complesso, nell'ambito del quale l'accordo sancisce e conferma la forte volontà degli enti aderenti di costruire una strategia integrata di gestione delle nostre zone umide, individuando quale azione prioritaria iniziale l'analisi e il miglioramento della qualità ambientale delle acque".

"Gli stagni di Cabras rappresentano un grande laboratorio per la sfida ecologica, della gestione sostenibile della pesca e della fruizione turistica - aggiunge Andrea Abis -. Fare rete e condividere problematiche e soluzioni con le altre aree umide dell'Oristanese è certamente una buona strada per progredire con successo".

Questo importante accordo per la tutela di sei zone umide di importanza internazionale viene sottoscritto proprio nei giorni del 50emo anniversario della nascita della Convenzione di Ramsar che permesso di proteggere più di 2400 zone umide (quasi 3 milioni di chilometri quadrati) su tutto il pianeta. Le zone umide, così importanti perché ci riforniscono di acqua potabile, catturano sostanze tossiche, ci difendono da alluvioni e inondazioni e contrastano il cambiamento climatico, catturando ingenti quantità di carbonio. Le zone umide rappresentano ecosistemi importantissimi e custodiscono habitat fondamentali per tantissime specie di pesci, anfibi e uccelli acquatici, molti dei quali si fermano in questi spazi nel corso delle loro attività migratorie. Il personale plauso per l'impegno preso arriva anche da parte di Tobias Salathé del Segretariato Ramsar che ha inviato un video messaggio di saluto ai sindaci dell'Oristanese augurando a tutti buon lavoro.

"E' difficile trovare le parole per definire lo straordinario valore dei sei siti Ramsar del vostro territorio, tra i primi ad aver aderito alla Convenzione internazionale, che ospitano la migrazione e riproduzione di oltre 100 specie di uccelli, alcuni rarissimi nel Mediterraneo - spiega Tobias Salathé - il progetto Maristanis è fondamentale per la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle zone umide oristanesi, non opera solo con il fine di conservare flora e della fauna, ma è inclusa nella sua visione gli uomini e il loro lavoro, la cultura e l'arte, le energie profonde di una terra da millenni al centro della storia Mediterranea. Vi auguriamo buon lavoro e ogni successo, certi che il vostro impegno contribuirà a preservare il fragile equilibrio delle zone umide e a rendere condivisa la consapevolezza del loro valore e della loro bellezza".

Con la firma di questo Accordo, le amministrazioni coinvolte - in una fascia marino-costiera che include sei degli otto siti Ramsar della Sardegna per quasi 8000 ettari insieme e l'area marina protetta del Sinis per complessivi 267 km2 - si dotano di uno strumento giuridico partecipativo di governance, che accompagnerà il territorio verso la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socioeconomica sostenibile.