Sardegna, da zona bianca a zona rossa in poco più di un mese: cosa è successo

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
·3 minuto per la lettura
- (Photo: Emanuele Perrone via Getty Images)
- (Photo: Emanuele Perrone via Getty Images)

Da zona bianca a rossa in poco più di un mese. Era lunedì 1° marzo quando la Sardegna veniva decretata area a basso rischio con conseguente allentamento delle restrizioni. In una ventina di giorni è passata in zona arancione per finire, dopo più o meno gli stessi giorni, in fascia rossa. Ma cosa è successo in questi 40 giorni?

L’indice Rt
A spedire la Sardegna in zona rossa da lunedì 12 aprile è l’indice Rt (numero che indica quante persone vengono contagiate da una sola persona, in media e in un certo arco di tempo, ndr) rilevato dal monitoraggio Istituto Superiore di Sanità-Ministero della Salute. Nell’isola è attualmente pari a 1,54, il dato più alto d’Italia e ben al di sopra della soglia di 1,25, con cui scatta la zona rossa. Gli altri indicatori non superano le soglie di rischio, alcuni però, come la pressione negli ospedali, stanno crescendo.

Contagi e decessi
In Sardegna sono 380 i nuovi casi Covid registrati secondo il bollettino del 9 aprile. Nella tabella si fa riferimento ad altri 4 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 7.955 i test in più. Il tasso di positività è del 4,7%. I pazienti attualmente ricoverati in ospedale sono 321 (+19), 50 (+1) quelli in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.078, 138 quelle in più guarite. Dei 48.315 casi positivi complessivamente accertati, 12.284 (+87) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 7.415 (+84) nel Sud Sardegna, 4.147 (+21) a Oristano, 9.562 (+104) a Nuoro, 14.907 (+84) a Sassari.

Cosa non ha funzionato

Gli esperti concordano nel dire che il “tesoretto” si è presto esaurito a causa dei comportamenti scorretti tenuti dai singoli cittadini, con ritorno ad assembramenti nei locali pubblici e al poco rispetto del distanziamento sociale. Così i contagi hanno ripreso a correre, i posti letto...

Le parole del governatore Solinas

“Purtroppo paghiamo una diffusione virale che ha camminato sulle gambe delle persone, non dobbiamo nasconderci dietro un dito, alcuni atteggiamenti non sono stati propriamente responsabili”. Così il governatore della Sardegna Christian Solinas sul passaggio dell’isola, a margine dell’inaugurazione di un hub per la vaccinazione a Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna al confine con Cagliari.

Comunque, sottolinea Solinas, “si tratta di dati riferiti a due settimane fa. Quelli dell’ultima settimana ci dicono che il contenimento è già in atto”. In ogni caso lancia un appello “a tutti cittadini, ai ragazzi, alle persone che per ovvie ragioni devono poter lavorare muoversi e spostarsi: manteniamo tutte le cautele e le norme di distanziamento e di igienizzazione delle mani, usiamo le mascherine perché dipende da noi il contenimento della diffusione virale e il poter tornare quanto prima ad una riapertura di tutti gli esercizi”.

Secondo il presidente della Regione, “se i comportamenti saranno corretti potremo uscire rapidamente da questa situazione”. Infine: “Chiarisco che non c’è alcuna correlazione tra l’aumento dei contagi e la campagna vaccinale, visto che i nuovi contagiati hanno un’età media ben al di sotto degli over 80 e degli anziani che stanno ricevendo le somministrazioni”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.