Sardegna. Il territorio del Mandrolisai punta alla DOCG

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(Adnkronos) - Neoneli (OR). Nuovi scenari nel panorama dei disciplinari vitivinicoli sardi. La doc Mandrolisai, nata nel 1981, sta ridisegnando i propri parametri e lo sta facendo sull’onda di una nouvelle vague di produttori piccoli e giovani che puntano a un consorzio erga omnes. Scelta alquanto innovativa in un contesto, come quello sardo, costituito per lo più da grandi brand e da cantine sociali.

Nella zona centrale dell’isola - siamo tra Oristano e Nuoro - invece sta crescendo un gruppo di cantine di ridotte dimensioni che vogliono valorizzare la peculiarità di un territorio, quello del Mandrolisai per l’appunto, che ha tra le sue caratteristiche la presenza di migliaia di piante ultra centenarie che, paradossalmente, proprio per il loro “status” anagrafico - e quindi scarse quantità di uva che non vanno a ricoprire le percentuali richieste dal disciplinare attuale - spesso non rientrano nella Doc.

Come ci spiega Gianmatteo Baldi, amministratore delegato della cantina Bentu Luna di Neoneli, in provincia di Oristano, questa però non è la sola esigenza: “Per una cecità burocratica - spiega l’ad - si rischia di perdere un patrimonio viticolo e paesaggistico inestimabile - e invece ora che si parla tanto dell’importanza dei territori, più che delle uve, è arrivato il momento di far conoscere al grande pubblico questa Doc. Avere un consorzio erga omnes ci consentirà di apportare le modifiche necessarie, come l’inserimento della produzione da vecchie vigne ad alberello e, perché no, includere quei terreni posti ad altitudini superiori a 750 m sul livello del mare, che sono una delle più efficaci risposte al cambiamento climatico in atto. Per ora abbiamo parlato di diverse cose ma se ne discuterà a consorzio fatto”.

Oltre a Bentu Luna, - investimento enologico sardo di Gabriele Moratti - il resto della compagine è fatta da piccoli e piccolissimi produttori locali - come Fradiles di Atzara, I Garagisti di Sorgono, Bingiateris di Ortueri, Cantina Demuru di Meana, Soberana di Samugheo - in tutto una trentina di aziende, spesso condotte da nuove generazioni che hanno deciso di rimanere o di tornare in Sardegna per occuparsi della loro terra.

“Tutte le altre Doc sarde - continua Baldi - promuovono il vitigno, vedi Vermentino, Cannonau o Carignano, noi vogliamo far conoscere un pezzo di Sardegna vitivinicola che ha una storia ancestrale e i vigneti ad alberello ne sono la più solida rappresentazione, perché sono il simbolo di una cultura agricola arcaica ma recuperata dai più giovani che hanno voglia di far nascere una nuova imprenditorialità del vino. Il passo successivo sarà la Docg Mandrolisai, la vera tutela di questa area geografica e dei suoi incredibili vigneti che arrivano anche a 120 anni di età”.

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