In Sardegna la prima sughereta certificata (di R. Bressa)

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(Photo: Fabio Porrino / 500px via Getty Images)
(Photo: Fabio Porrino / 500px via Getty Images)

(di Rudi Bressa)

Solo passeggiando all’interno di una sughereta ci si rende conto di quanto sia un ecosistema unico nel mondo. La quercia da sughero (Quercus suber L.), spesso secolare, fornisce riparo a centinaia di specie, animali e vegetali. Un ecosistema in equilibrio che permette all’uomo di ricavare uno dei materiali più versatili e a basso impatto ambientale che si trovano in natura, il sughero. Basti pensare che per avere un singolo tappo di sughero è necessario aspettare quasi mezzo secolo: un’attesa che si traduce in una gestione attiva della sughereta, dove l’uomo lavora in sintonia con il bosco.

Un habitat unico al mondo perché presente solo nel bacino del Mediterraneo, e ad essere precisi, solo nella parte occidentale: al di là degli Appennini la sughera infatti non cresce. Se sono il Portogallo e la Spagna a possedere la superficie maggiore di sugherete nel bacino mediterraneo (poco più di 1 milione e 300 mila ettari), in Italia è la Sardegna ad avere la percentuale maggiore di sughere, con circa 140 mila ettari.

La prima sughereta certificata al mondo è italiana

Ed è proprio la Sardegna, precisamente il Gallurese, ad ospitare quella che è la prima sughereta al mondo certificata Fsc (Forest stewardship council) per la gestione forestale responsabile e la catena di custodia. Estesa su circa 67 ettari, la sughereta sperimentale di “Cusseddu-Miali-Parapinta”, nel Comune di Tempio Pausania, è gestita dal Servizio della ricerca per la sughericoltura e la silvicoltura dell’Agenzia regionale Agris Sardegna. “Il percorso di certificazione nasce nel 2003 con l’esigenza di avere un materiale di alta qualità di provenienza certa”, spiega Pino Ruiu, il forestale responsabile della sughereta. Il sughero certificato infatti aumenta il valore economico di almeno il 10% “ma siamo arrivati anche al 65% alle ultime aste”, s...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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