Sardegna, maxi-assembramento negazionista sventato dal Corpo Forestale

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Nella giornata di domenica 25 aprile, il Corpo Forestale di Sassari è intervenuto per porre fine a un raduno sviluppato all’insegna del negazionismo sul tema della pandemia da coronavirus.

Raduno di negazionisti a Sassari, 130 persone senza mascherine

In Sardegna, oltre 130 persone sprovviste di mascherina hanno organizzato un raduno negazionista in una campagna di Palmadula, borgata della Nurra. L’evento, caratterizzato da numerose violazioni delle norme di sicurezza imposte a livello nazionale per contrastare la diffusione del SARS-CoV-2, ha reso indispensabile l’intervento degli uomini impiegati presso il Corpo Forestale di Sassari.

In seguito a una segnalazione ricevuta nella giornata di domenica 25 aprile, infatti, il Corpo Forestale sardo si è tempestivamente recato sul posto, constatando la presenza di circa settanta caravan e automobili in sosta in prossimità della campagna e più di un centinaio di soggetti intenti a festeggiare senza mostrare alcuna preoccupazione rispetto al rischio di diffusione del contagio.

Nonostante le limitazioni e i divieti previsti dalla zona rossa, categoria attualmente imposta soltanto alla Sardegna in Italia, tutti i presenti, tra i quali vi erano numerose famiglie con bambini, si stavano divertendo suonando alcuni strumenti musicali, intonando canzoni e banchettando all’aperto. I partecipanti, inoltre, avevano allestito anche stand dedicati alla vendita di svariati prodotti tipici locali.

Raduno di negazionisti a Sassari, l’intervento dei Forestali

Per verificare e procedere all’interruzione del raduno negazionista, il Corpo Forestale ha inviato nella campagna di Palmadula trenta unità, provenienti da tutte le stazioni esistenti nel circondario. All’arrivo degli uomini del corpo forestale, alcuni dei soggetti presenti si sono datti alla fuga, tentando di far perdere le proprie tracce. Ciononostante, sono attualmente in corso controlli e verifiche destinati a identificare tutti coloro che avevano aderito all’iniziativa.

Sulla base delle prime ricostruzioni effettuate, il raduno era stato promosso su Facebook dal proprietario del terreno che, nella giornata di domenica 25 aprile, ha ospitato gli oltre 130 negazionisti del Covid, in viaggio da ogni parte della Sardegna.

L’identificazione dei negazionisti

La maggior parte dei soggetti fermati dal Corpo Forestale ha rifiutato di fornire le proprie generalità mentre alcuni di loro hanno mostrato documenti d’identità fasulli o “fai da te”. Altri partecipanti, ancora, hanno asserito di essere “cittadini del Regno sovrano di Gaia” o di appartenere alla “Repubblica de Sardinia” e di essere, pertanto, cittadini liberi e sovrani. Rinnegando la propria adesione allo Stato italiano, quindi, hanno dichiarato di rigettarne le leggi e non essere costretti a rispettare le regole e i divieti imposti su territorio nazionale in relazione alla pandemia.

Alla domanda sul perché non indossassero la mascherina, inoltre, i negazionisti interrogati dagli uomini del Corpo Forestale hanno risposto: “Perché il virus non è altro che un’invenzione delle grandi multinazionali della farmaceutica”.

Raduno di negazionisti a Sassari, testimoniante e controlli

La vicenda è stata commentata dal comandante dell’Ispettorato Forestale di Sassari, Giancarlo Muntoni, e dal responsabile del settore della vigilanza, il commissario capo Antonio Sanna, che hanno affermato: “Quello che abbiamo rinvenuto non era il semplice spuntino fra quattro amici ma un numerosissimo e pericoloso assembramento di persone, oltre un centinaio, compresi tanti bambini, in totale dispregio delle norme anti Covid. Persone incoscienti e tutte riottosea ridurre i rischi di contagiarsi e contagiare anche gli altri, compresi i colleghi Forestali intervenuti per fare il loro lavoro”.

In totale, gli uomini del Corpo Forestale hanno identificato 63 soggetti negazionisti, hanno notificato 63 violazioni delle norme anti-Covid e hanno sottoposto a controllo una settantina circa di mezzi di trasporto.