Sardegna, Satta e Cossa: Maddalena e isole minori danneggiate

Red/Nav

Roma, 10 nov. (askanews) - "La Tac fuori uso da oltre 40 giorni; il diritto di partorire negato; i servizi sanitari insufficienti. Raccolgo le proteste di tutti quei cittadini de la Maddalena che da anni si sentono abbandonati dal servizio sanitario regionale e le faccio mie con l'obiettivo di unire le forze, le sensibilità, gli intenti di chi crede che non si possa parlare di sviluppo socio-economico della Sardegna senza parlare di buona sanità". Così i consiglieri regionali per la Sardegna dei Riformatori Michele Cossa e Giovanni Antonio Satta, che denunciano lo stato di difficoltà della sanità maladdenina, in particolare riferimento a tutti i servizi necessari per garantire le cure.

"Il caso della madre maddalenina che non avendo avuto a disposizione una sala parto ha partorito in volo mentre l'elisoccorso cercava di raggiungere l'ospedale di Olbia è emblematico della situazione. La stessa situazione di forte difficoltà, per non dire di pericolo, che denunciano le donne de la Maddalena e tutti coloro che ormai da tempo si battono per la riapertura del punto di nascita. Quella di garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute per Cossa e Satta deve essere il primo obiettivo : "La riforma sanitaria, che va approvata con urgenza, deve essere l'occasione per rendere più efficiente ed omogenea la rete della sanità pubblica, a partire da quei territori nei quali i servizi sanitari sono insufficienti o stanno addirittura peggiorando. La situazione di 'doppia insularità' che divide la Sardegna dalla terraferma e La Maddalena e Carloforte dalla Sardegna, dev'essere affrontata con strumenti adeguati per arginare gli effetti nefasti che danneggiano due volte la tutela della salute".