Sardine a Salvini: "Nibras 'asfaltata'? No, minacciata"

Mattia Santori, leader delle Sardine, e i sostenitori del movimento in piazza a Reggio Emilia (REUTERS/Guglielmo Mangiapane)

Le Sardine scrivono al leader della Lega Matteo Salvini per difendere Nibras Asfa, la ragazza di origine palestinese che lo scorso 14 dicembre aveva parlato dal palco di San Giovanni durante la manifestazione romana del Movimento.

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L'ex ministro dell'Interno aveva dedicato un post alla giovane, utilizzando il termine "asfaltata", che aveva scatenato numerosi commenti da parte dei suoi sostenitori.

"Creare un clima sociale in cui una donna non si sente libera, non è cristiano - scrive Lorenzo Donnoli, uno dei portavoce delle Sardine rivolgendosi a Salvini -. Nibras è italiana, e da due settimane riceve minacce indicibili con numeri da record, così, per divertirsi, che lei ha stimolato e fomentato. I cristiani amano ed aiutano il prossimo, utilizzano comprensione e l'altra guancia, i cristiani che vivono davvero la fede".

"Per ora le uniche cose che ha asfaltato, senatore Salvini - prosegue nel suo lungo post Donnoli - le ricordo essere: i diritti degli operai, sempre meno tutelati per colpa delle sue leggi; la possibilità di riutilizzare i beni confiscati alle mafie, che ora se li ricomprano allegramente, e che dovrebbero tornare alla comunità; il sorriso di milioni di donne e di uomini che hanno il difetto di non condividere con lei sesso, orientamento religioso, sessuale o politico e che affrontano, ogni giorno, violenze verbali e fisiche in costante aumento. Ha asfaltato anche la possibilità di avere un confronto libero, privo di insulti e parole che richiamino all’aggressività”.

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Può dirsi cristiano - continua il portavoce - colui che sceglie, con una platea di milioni di seguaci, di esporre alla gogna mediatica chi la pensa diversamente? Addirittura una ragazza che leggeva l’articolo 3 della nostra Costituzione ed il ragazzo autistico che l’ha invitata sul palco di Roma?

"Non faccia il furbo, senatore, lo sa bene cosa significa pubblicare sulla sua pagina la mia faccia e quella di Nibras: lo ha già fatto a Mattia, a Jasmine e a troppe donne. Si dovrebbe rileggere la risposta di Jasmine. Significa dare un grosso contributo a mettere in pericolo la tranquillità e la libertà delle persone che non la pensano come lei", ricorda infine Donnoli.

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