Sardine, chi sono gli ideatori del flash mob contro Matteo Salvini

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Bologna, Modena e Genova: le sardine stanno riempiendo le piazze di numerose città d’Italia per un flash mob contro Matteo Salvini. Un fenomeno curioso e originali nato dall’idea di quattro amici e coinquilini che sono riusciti a raccogliere in Piazza Maggiore oltre 15mila persone. La replica è avvenuta a Genova e a Modena registrando un grandissimo successo. Gli ideatori, però, hanno precisato che non c’è “nessuna bandiera politica” nel movimento, nonostante la destra continui a ribadire legami con la sinistra emiliana.

Sardine, chi sono gli ideatori

Andrea, Giulia, Mattia e Roberto sono i quattro amici e coinquilini che hanno portato a Bologna oltre 15 mila persone: le cosiddette sardine. L’idea di realizzare un movimento e un flash mob contro Matteo Salvini si è concretizzata grazie a Facebook, dove i quattro hanno diffuso volantini, telefonate e passaparola. “Volevamo essere almeno uno in più di loro. La mattina dopo ci siamo sentiti e abbiamo organizzato tutto velocemente” ha spiegato Mattia. L’obbiettivo è stato raggiunto pienamente: in piazza Maggiore c’erano oltre 15 mila persone.

La prima bozza dell’idea di creazione delle sardine è arrivata proprio da Mattia Santori, un giovane 32enne laureto in Scienze Politiche. Grazie al suo messaggio ai tre amici è scoppiato il fenomeno che ha riunito migliaia di persone nelle piazze. “L’idea mi è venuta perché non riuscivo a dormire” ha spiegato al Carlino. Mattia voleva portare in piazza più persone di quelle che Salvini era riuscito a riunire al Paladozza, dove ha presentato la candidata Bergonzoni. Innegabile l’aiuto degli ex coinquilini di Mattia: Andrea Garreffa, 30 anni; Roberto Morotti, 31 anni, e Giulia Trappoloni, 30 anni.

Il nome

Un nome particolare quello scelto per il movimento: le sardine. “Volevamo dare un messaggio – hanno spiegato i creatori -. Staremo stretti come le sardine, perché saremo in tanti“. Il simbolo, inoltre, è quello del pesce che resta muto rispetto ai comizi dove le persone urlano ai partecipanti. Ma Mattia ha specificato: “Nessuna bandiera di partito”. In un post su Facebook, infine, ha scritto: “Siamo partiti dal basso che più basso non si può. E per questo siamo vulnerabili. I nostri avversari lo sanno e hanno già attivato la macchina del fango”.