Sardine sempre più strette

Luciana Matarese
Sardine

Da Francesca Pascale ai PapaBoys, dai partigiani ai rifugiati. Al grido “Siamo tutti sardine”. Tutti sardine, tutti incuriositi dal fenomeno, simpatizzanti o già schierati. Mancano ancora sette giorni al sabato della manifestazione in piazza San Giovanni a Roma, prova del nove nel mare aperto nazionale, ma le sardine vedono giorno dopo giorno unirsi al loro banco persone che probabilmente consideravano distanti anni luce dal loro mondo. 

Fa rumore l’endorsement di Francesca Pascale, che in un’intervista all’Huffpost non nasconde il suo interesse per le sardine al punto da valutare “il piacere di riscendere in piazza per la libertà di tutti” a Roma il 14 dicembre. “Vi ritrovo elementi e quella libertà che furono propri della rivoluzione liberale di Berlusconi”, spiega la compagna del Cav. Parole a cui Mattia Santori, uno dei leader del movimento, replica con un benvenuto “a chiunque si discosti dal sovranismo” e con una battuta: “Se viene con una sardina bella colorata, chiuderemo un occhio” sul fatto che Berlusconi e Forza Italia sono alleati di Salvini e Meloni, principali artefici della retorica sovranista.

Intanto da Napoli arriva la provocazione di circa 200 migranti in corteo per protestare contro il mancato rilascio dei permessi di soggiorno e contro i Decreti Sicurezza targati Matteo Salvini. “Questi temi e drammi non hanno trovato spazio nelle piazze delle sardine”, hanno detto, definendosi “sardine nere”, cioè “tutte quelle sardine che non sono potute scendere nelle piazze italiane di queste ultime settimane, perché considerate diverse”.  

 A Roma ci saranno i partigiani. È di ieri la nota con cui l’Anpi ha annunciato la presenza sabato in piazza San Giovanni. “Si tratta di un movimento fortemente popolare con una dichiarata passione democratica e costituzionale” ha scritto la presidente dell’Associazione partigiana, Carla Nespolo, sottolineandone “la natura antiautoritaria, il ripudio dell’odio...

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