Sardine, tutto pronto in piazza San Giovanni

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La 'rivoluzione ittica' sbarca a Roma, in piazza San Giovanni, dove a partire dalle 15 si radunerà il popolo delle Sardine. "Viviamo sulla Terra come fosse un Oceano. Vedremo vasti orizzonti, non confini. Ascolteremo il vento, non insulti. Sentiremo ciò che vogliamo... ma non la paura. Non ciò che vogliono che noi sentiamo. Benvenuti in mare aperto", si legge sulla pagina Facebook ufficiale del movimento 6000 Sardine.  

Contemporaneamente alla maxi manifestazione capitolina (l'obiettivo degli organizzatori è quello di portare in piazza 100mila persone) si svolgeranno flash mob in 9 città italiane e 24 città straniere, tra cui Parigi, Berlino, Londra, Bruxelles e New York.  

Intanto i primi attivisti iniziano ad arrivare in piazza muniti di adesivi, cartoncini e cappelli a forma di sardina. "E' un nuovo '68", dice un anziano signore che regge un cartello con la scritta 'Siamo stufi della politica urlata di bassa Lega'. Proprio la Lega di Matteo Salvini lo scorso 19 ottobre aveva riempito la piazza simbolo della sinistra italiana. 

"Abbiamo detto da subito che non saremmo diventati un partito e vogliano essere coerenti. Saremo un gruppo di pressione che aiuta la politica a fare buona politica. Se tutto va bene arriveremo a mezzo milione di persone in un mese completamente auto-organizzate", ha detto Mattia Santori, uno degli organizzatori delle Sardine, ai microfoni del Tg1 da piazza San Giovanni, a poche ore dall'inizio della manifestazione. "E' una piazza ambiziosa, non scelta da noi ma dalla questura - ha sottolineato - Per noi da domani inizia una seconda fase, torneremo sui territori dove ci aspetta un grande lavoro. Vogliamo arrivare alle persone attirate dalla sirena del sovranismo per dire che c'è una alternativa. L'Emilia Romagna sarà un laboratorio, dal 27 gennaio parte la terza fase... Cerchiamo di essere un corpo intermedio che collega la cittadinanza attiva alla politica". "Da domani - ha aggiunto - capiremo chi siamo, ci incontreremo, mangeremo insieme, ci daremo delle linee guida". "Ci saranno tavoli di lavoro, ognuno lavorerà per la propria Regione", ha detto ancora Santori interpellato sul futuro del movimento.