Sarebbe stata decisa una linea comune ma non si escludono gesti di libertà personale

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Alcuni azzurri inginocchiati prima di Italia-Galles
Alcuni azzurri inginocchiati prima di Italia-Galles

Italia-Austria, dopo l’adesione “a macchia di leopardo” del precedente match di Euro 2020 i giocatori azzurri non si inginocchieranno. Al di là delle comprensibili aspettative tecniche infatti la partita valida per gli ottavi della competizione continentale ha un risvolto “sociale” e di costume: quello della possibilità che i calciatori azzurri si inginocchino per il Black Lives Matter. L’incontro con il Galles aveva palesato una sorta di divisione fra i nostri calciatori ma per il match con gli austriaci pare confermata la scelta univoca di non inginocchiarsi.

Italia-Austria, i giocatori azzurri non si inginocchieranno, ma il rebus resta

A questo punto, anche a tener conto delle libertà personali che sono inviolabili fuori di scelta collettiva, quella di Wembley si configura comunque come un’incognita, sia pur con una condotta collegiale predefinita. Contro il Galles e prima del fischio di inizio soltanto cinque calciatori italiani si erano messi in ginocchio per manifestare la propria solidarietà al movimento Black Lives Matter Black Lives Matter e per dare segnale di adesione concreta alla lotta contro le discriminazioni razziali rimessa in agenda planetaria dalla tragedia Usa di George Floyd.

Italia-Austria, gli azzurri non si inginocchieranno, la posizione di Gravina

Come sovente accade da noi da quella scelta era scaturito un dibattito peloso che avev spinto il presidente della Figc Gravina a sottolineare come la scelta degli azzurri fosse libera, senza una linea comune. Adesso però pare si cambi musica e quella linea comune esiste, ed è quella per cui ad inginocchiarsi non sarà nessuno. Il distinguo è sottile ma tipicamente italiano: visto che non tutti si vogliono inginocchiare e che è più “neutro” non inginocchiarsi allora la soluzione maestra è quella di tirare dalla parte di chi non si era già inginocchiato chi invece lo aveva fatto.

Italia-Austria, i giocatori azzurri non si inginocchieranno, Corbi: “Non farlo non significa non combattere il razzismo”

Ad onor del vero anche gli austriaci dovrebbero restare tutti in piedi. E Paolo Corbi, responsabile della comunicazione della Nazionale italiana ha detto: “Non inginocchiarsi non significa non combattere il razzismo”. Verissimo, ma magari neanche combatterlo asseritamente. D’altronde quando in una frae ci sono due “non” allora vuole dire che quelle parole servono a mettere una toppa, non a servire un’idea. Le scelte degli avversari potenziali dell’Italia non sono così granitiche: il Belgio, potenziale avversario degli azzurri ai quarti, ad esempio s’inginocchierebbe. La conferenza stampa di Mancini e Bonucci dovrebbe chiarire il tutto.

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