Sassoli a Consiglio Ue: serve un'Europa più partecipata -4-

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Roma, 17 ott. (askanews) -

TURCHIA

Sono ormai diversi giorni che le nostre opinioni pubbliche guardano con angoscia e rabbia a quello che succede non lontano dai nostri confini. La popolazione curda nel Nord-est della Siria ha combattuto con coraggio i terroristi dello Stato islamico e ora è oggetto di un'aggressione da parte di un Paese membro della NATO.

Condanniamo fermamente e chiediamo l'immediata interruzione dell'azione militare della Turchia nella Siria nord-orientale che costituisce una grave violazione del diritto internazionale e compromette la stabilità e la sicurezza dell'intera regione, causando sofferenze ad una popolazione già colpita dalla guerra ed ostacolando l'accesso all'assistenza umanitaria.

Accogliamo con favore la decisione di operare un coordinamento delle misure nazionali di embargo sulla futura vendita di armi alla Turchia, ma lo consideriamo un primo passo e non sufficiente. Abbiamo il dovere di dare un segnale unitario, promuovendo un embargo comune a livello dell'Unione europea che riguardi non solo le future forniture di armi, ma anche quelle correnti.

È positiva la decisione dell'UE di sanzionare la Turchia per un fatto grave come le trivellazioni al largo di Cipro, ma risulta meno comprensibile che non si faccia altrettanto in merito all'aggressione militare nella Siria Nord-orientale.

Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per fermare questo atto di guerra e lanciare un'iniziativa discussa in sede NATO, da portare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'UE dimostrerebbe così di agire per la pace, parlando con una sola voce, nelle sedi multilaterali.

In tali circostanze il Parlamento europeo, come affermato già in passato, reitera la richiesta di sospendere i negoziati di adesione con la Turchia.

Riteniamo inaccettabile e respingiamo con forza ogni tentativo da parte delle Autorità turche di effettuare un legame fra la sua azione militare nel Nord-est della Siria e la sorte dei rifugiati siriani in territorio turco.

È bene ripetere ai nostri cittadini che l'Unione europea non finanzia le autorità turche ma contribuisce direttamente all'assistenza e al miglioramento delle condizioni di vita dei rifugiati tramite le attività delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie. Gli esseri umani in difficoltà non possono mai essere utilizzati come merce di scambio per giustificare inaccettabili violazioni del diritto internazionale. (Segue)