Sassoli: va condiviso debito paesi Ue per lotta a Coronavirus

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Bruxelles, 26 mar. (askanews) - Sarebbe "gravissimo" se oggi i leader dei Ventisette non si assumessero la loro responsabilità, decidendo strumenti di risposta comune e solidale alle conseguenze socio economiche della pandemia del coronavirus Covid-19, che viene dall'esterno e tocca tutti i paesi. E tra queste risposte, "c'è bisogno" ed è "naturale" che si pensi anche a uno strumento di emissione di debito comune, come gli eurobond o "Corona bond". Questo conviene anche "ai governi che spesso fanno della loro forza un punto di egoismo". E' quanto ha affermato, in sintesi, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, durante una conferenza stampa teletrasmessa, a Bruxelles, subito dopo il suo intervento alla riunione in videoconferenza del vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue iniziato questo pomeriggio.

"Dobbiamo concentrarci - ha affermato Sassoli durante il suo intervento davanti ai leader dei Ventisette - su strumenti nuovi, sapendo che a situazione straordinaria devono corrispondere risposte altrettanto straordinarie. Riteniamo che sia necessario lavorare a un meccanismo comune di debito, emesso da una istituzione europea, che ci consentirà di raccogliere fondi sul mercato alle stesse condizioni per tutti, e di finanziare le politiche necessarie per rilanciare l'Unione dopo la pandemia".

"Sono giorni importanti per individuare strumenti di lungo periodo: noi sappiamo che questa crisi non solo sta provocando una emergenza sanitaria, ma provocherà sicuramente una emergenza economico-sociale", ha spiegato più tardi il presidente dell'Europarlamento durante la sua conferenza stampa.

"In queste settimane - ha ricordato - abbiamo lavorato con le altre istituzioni per dare le prime risposte, e correggere certi atteggiamenti che alcuni governi europei avevano avuto all'inizio dell'emergenza del Covid-19". Ora "una prima risposta è arrivate, siamo molto soddisfatti del pacchetto della Commissione con la rivisitazione del Patto di stabilità, e di un intervento della BCE così massiccio, per la stabilità finanziaria dei nostri paesi".

"Nello stesso tempo però - ha osservato Sassoli - siamo preoccupati per il medio e lungo periodo; e qui abbiamo bisogno di invenzione, di una nuova capacità" di "misure straordinarie". Su questo punto, ha riferito, "abbiamo richiamato i capi di Stato e di governo alla loro responsabilità in questo momento. È evidente che non possiamo accontentarci degli strumenti che abbiamo a disposizione, ma dobbiamo mettere nuova energia nella individuazione di risposte che possano accompagnare le nostre società in una crisi così importante e profonda, che riguarderà la nostra economia, la finanza la nostra struttura sociale, il nostro stesso modello sociale".

"Quindi - ha continuato il presidente del Parlamento europeo - abbiamo chiesto ai capi di Stato di rafforzare una risposta comune. E non vorremmo ora che la palla fosse buttata in tribuna. Vogliamo invece cha da parte dei governi ci sia la piena consapevolezza che nessun paese può riuscire a sostenere da solo il peso di questa crisi. Ecco perché da parte del Parlamento e da parte mia c'è stato questo appello per fare in modo che dal Consiglio di oggi esca una risposta. Che non ci si accontenti solo di aprire il dibattito, o di rinviarlo. Bisogna che le leadership europee in questo momento si assumano sulle spalle il peso di una stagione davvero difficile per i nostri cittadini".

(segue)