I sauditi mostrano droni e missili: l'Iran è "incontestabilmente" dietro gli attacchi

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Arabia Saudita

L’Iran è “incontestabilmente” dietro gli attacchi ai siti petroliferi sauditi. Militari sauditi hanno mostrato in una conferenza stampa a Riad un missile cruise e droni usati nei recenti attacchi agli impianti petroliferi rivendicati dai ribelli yemeniti Houthi affermando che sono iraniani. Le installazioni petrolifere saudite
sono state attaccate con 18 droni e 7 missili da crociera.

 “Tutte le prove che abbiamo raccolto dai siti dimostrano che sono stati usati armamenti iraniani nell’attacco. Tutte le prove che abbiamo raccolto puntano all’Iran” ha detto il portavoce saudita aggiungendo che si sta lavorando alla “localizzazione esatta” del luogo da cui i velivoli sono partiti, che non è in Yemen né al confine del paese in cui operano i ribelli sostenuti da Teheran.

“Questo attacco non è contro la Saudi Aramco o il regno di Arabia Saudita. È un’aggressione alla comunità internazionale. Un deliberato tentativo di danneggiare l’economia globale e l’industria dell’energia” ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce del ministero della Difesa saudita nonché portavoce della coalizione a guida saudita che combatte contro i ribelli Houthi in Yemen, Turki al-Malki.

L’Onu invierà i propri ispettori in Arabia saudita per l’avvio di una indagine. Lo hanno riferito fonti diplomatiche indicando come “positiva” l’iniziativa del Palazzo di Vetro e aggiungendo che il mandato degli esperti trova un fondamento sia nelle risoluzioni che hanno deciso l’embargo sulle armi destinate allo Yemen sia in quella che riguarda l’accordo sul nucleare siglato dalla comunità internazionale con l’Iran nel 2015

 

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