Save the Children: 415 milioni di bambini vivono in zone di guerra -5-

Red/Sim

Roma, 13 feb. (askanews) - Il rapporto di Save the Children mostra come le gravi violazioni impattino in maniera molto differente tra ragazzi e ragazze: ad esempio i ragazzi hanno più probabilità di essere esposti a uccisioni e mutilazioni, rapimenti e reclutamento, mentre le ragazze corrono un rischio molto più elevato di violenza sessuale e di altro genere, incluso il matrimonio precoce e forzato.

Di tutti i casi accertati di omicidi e mutilazioni, il 44% erano ragazzi, il 17% erano ragazze. Spesso sono gli archetipi culturali a determinare i rischi corsi da ragazze e ragazzi in conflitto: la maggiore libertà dei maschi, ad esempio, li rende potenzialmente più a rischio di venire uccisi o mutilati a causa di ordigni inesplosi o di cecchini che li reputano un pericolo. Al contrario le ragazze, che sono più chiuse nei loro luoghi familiari, sono più esposte a violenze sessuali, sfruttamento e matrimoni precoci o forzati.

I ragazzi sono anche più vulnerabili al reclutamento da parte di forze armate o gruppi armati. Se le stime sui minori arruolati per combattere parlano di un esercito di circa 300.000 bambini, dal report emerge che nel solo 2018 sono stati reclutati più di 7.000 minori, la maggior parte in Somalia (2.300) e in Nigeria (1.947).

Spesso sono stati rapiti e usati come combattenti, forzati a diventare scudi umani, abusati sessualmente e sfruttati, usati per trasportare esplosivi o come kamikaze. Una buona parte di coloro che vengono reclutati nei gruppi armati lo fanno volontariamente, in mancanza di opportunità educative o in casi di bisogno, anche solo per avere la possibilità di procurarsi del cibo o un posto dove stare. Sui casi accertati, l'84% coinvolgeva ragazzi e l'11% le ragazze, che spesso hanno più funzioni di supporto ai gruppi armati, per compiti domestici come la preparazione del cibo e la gestione dei figli dei combattenti, ma che vengono spesso abusate e sfruttate a scopo sessuale. Anche quando i bambini riescono a liberarsi dal giogo in cui sono finiti, il rientro nelle comunità è estremamente difficile, soprattutto per le ragazze che vivono lo stigma di essere state oggetto di violenza sessuale e che vengono quindi percepite come impure e disonorate e di conseguenza ripudiate dalla famiglia e dalla comunità. (Segue)