Save the Children: 415 milioni di bambini vivono in zone di guerra -7-

Red/Sim

Roma, 13 feb. (askanews) - Le violenze sessuali e gli stupri sono comuni durante i conflitti, ma a causa dello stigma ad esse associate, il numero dei casi verificati è di gran lunga sottostimato rispetto alla diffusione del fenomeno. L'ultimo rapporto del Segretario Generale delle Nazioni unite del 2019 parla di 933 casi verificati: di questi l'83% erano violenze contro ragazze e solo l'1,5% riguardava ragazzi.

Anche in questo caso, è difficile valutare le proporzioni nella distinzione di genere, soprattutto perché i ragazzi tendono - per vergogna e paura - a non denunciare le violenze subite. Le violenze sessuali e gli stupri sono stati usati spesso come armi di guerra, come accaduto in Myanmar dove le sistematiche violenze sessuali, commesse dai Tatmadaw, facevano parte della campagna di violenza per obbligare i Rohingya a lasciare le loro case. Le violenze sessuali nei confronti delle bambine e delle ragazze sono spesso motivo anche di matrimoni precoci o forzati: secondo le stime nel mondo vi sono 765 milioni di bambini che sono state costrette a matrimoni precoci. Si stima che ogni anno 12 milioni di ragazze siano obbligate a sposarsi prima della maggiore età.

'I bambini e le bambine soffrono in maniera differente le conseguenze dirette e indirette dei conflitti e devono essere aiutati nelle loro esigenze specifiche. Chiediamo che i governi e le parti in conflitto si assumano la responsabilità dei crimini commessi ai danni dei minori e che la comunità internazionale si impegni a costruire piani di azione che possano garantire il loro recupero fisico e psicologico", ha concluso Filippo Ungaro.