Save the Children: asilo nido pubblico solo per un bambino su 10

red/cro

Roma, 7 set. (askanews) - Le disuguaglianze tra i bambini, per quanto riguarda l'acquisizione di capacità e competenze, si formano già nei primissimi anni di vita, ben prima dell'ingresso a scuola. Non si tratta, tuttavia, di disuguaglianze inevitabili: frequentare l'asilo nido, così come trascorrere del tempo di qualità con i propri genitori, si dimostra un fattore determinante in grado di ridurre il gap. Eppure, in Italia, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi che si registrano in regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un nido pubblico. Uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglie economicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell'accedere alla rete degli asili privati non convenzionati.

È quanto emerge dal rapporto 'Il miglior inizio - Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita' diffuso da Save the Children - l'Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro - in concomitanza con l'inizio dell'anno scolastico nel nostro Paese. Il rapporto contiene i risultati di una indagine pilota condotta tra marzo e giugno 2019 in 10 città e province italiane - Brindisi, Macerata, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Reggio Emilia, Roma, Salerno e Trieste - realizzata in collaborazione con il Centro per la Salute del Bambino, che ha anche fornito una supervisione scientifica insieme all'Istituto degli Innocenti e all'Università di Macerata.

L'indagine, di carattere esplorativo, ha coinvolto direttamente 653 bambini di età compresa tra 3 anni e mezzo e 4 anni e mezzo, ai quali, nell'ambito di incontri individuali a scuola con educatori appositamente formati, sono stati sottoposti i quesiti dello strumento IDELA (International Development and Early Learning Assessment), sviluppato da Save the Children International nel 2014 e utilizzato in più di 40 Paesi al mondo, che opera una valutazione su quattro aree di sviluppo: fisico-motorio, linguistico, matematico e socio-emozionale. La valutazione, in particolare, avviene attraverso compiti e giochi, quali ad esempio identificare una lettera o un numero o fare dei raffronti e delle misurazioni. Sono stati inoltre analizzati 627 questionari compilati dai genitori dei bambini coinvolti.

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