Save the Children: asilo nido pubblico solo per un bambino su 10 -3-

red/cro

Roma, 7 set. (askanews) - L'OCCUPAZIONE DELLE MAMME E IL TEMPO TRASCORSO DAI BAMBINI CON I GENITORI - Un dato che emerge dall'indagine, e che conferma precedenti studi sul tema, è che una mamma lavoratrice rappresenta un fattore di protezione rispetto alla povertà educativa, in particolare per i bambini che vivono in un contesto di disagio socio-economico. Secondo i risultati della ricerca, infatti, i bambini con madre disoccupata o che si dedica a un lavoro di cura non retribuito rispondono rispettivamente in modo appropriato al 38,4% e al 43,1% dei quesiti. Una percentuale notevolmente inferiore rispetto a quella dei bambini la cui madre svolge un lavoro manuale (48%), un lavoro da impiegata (51%) o da dirigente, imprenditrice o libera professionista (55%).

L'occupazione delle mamme non rappresenta dunque un fattore di svantaggio per i bambini in termini di povertà educativa. È la qualità del tempo che i genitori trascorrono con i propri figli ad incidere invece in modo significativo sulla loro crescita educativa, tempo passato insieme per svolgere attività come la lettura condivisa, la musica e i giochi all'aperto.

A questo proposito, tra i genitori intervistati nell'ambito dell'indagine di Save the Children, quasi 7 su 10 hanno affermato di leggere un libro con il proprio bambino almeno alcune volte a settimana, quasi 1 su 4 (22%) tutti i giorni, mentre 1 su 10 ha detto di non farlo quasi mai. Più di 8 genitori su 10, inoltre, dicono di svolgere attività musicali con i loro figli o di giocare con loro all'aperto almeno una o due volte alla settimana.

Dalla ricerca emerge che i bambini provenienti da famiglie in svantaggio socio-economico, ma che leggono almeno due volte a settimana libri per l'infanzia con i genitori, rispondono in modo appropriato al 42% delle domande, a fronte del 36,8% di quelli che non leggono quasi mai con la propria mamma o papà. Differenze che risultano significative in ciascun ambito dell'indagine: in lettura e scrittura, e in matematica e problem solving, il gap è di circa 5 punti, mentre per quanto riguarda l'ambito fisico-motorio e socio-emozionale la differenza supera rispettivamente i 7 e gli 8 punti. Percentuali identiche si registrano per i minori svantaggiati che fanno attività all'aperto con i propri genitori (42% di risposte appropriate) rispetto ai propri coetanei nelle stesse condizioni che le svolgono solo poche volte durante l'anno (36,8%), con differenze presenti in ciascuno degli ambiti dell'indagine: fisico-motorio il 41,6% contro il 31,1%, matematico il 42,4% contro il 37,5%, lettura e scrittura il 35,2% contro il 27,7% e socio-emozionale il 41,1% rispetto al 31,1%.

'Al pari dell'asilo nido, la qualità del tempo che i genitori dedicano ai figli fa effettivamente la differenza nel contrasto alla povertà educativa. Nella cura di un bambino, sin dai primi mesi di vita, non va mai persa di vista - oltre all'accudimento e alla soddisfazione dei bisogni primari - la dimensione dello sviluppo relazionale e intellettivo con attività semplici e fondamentali come quella di leggere, cantare o giocare all'aria aperta. È una evidenza scientifica ma, purtroppo, ancora oggi poco considerata nella pratica', ha proseguito Raffaela Milano.

(Segue)