Save the children: Niger e' il posto peggiore dove essere madre

(ASCA) - Roma, 8 mag - Secondo il tredicesimo Rapporto sullo

Stato delle Madri nel mondo di Save the children, il Niger e'

diventato il Paese peggiore al mondo dove essere madre,

raccogliendo questo drammatico testimone dall'Afghanistan,

che ha occupato l'ultima posizione nei 2 anni precedenti. Lo

comunica, in una nota, l'organizzazione internazionale Save

the children.

La Norvegia si conferma invece al primo posto, in una

classifica che comprende 165 Paesi e tiene conto di fattori

come la salute, l'istruzione e lo stato economico e sociale

delle madri, insieme ad indicatori della condizione infantile

quali salute e alimentazione. L'Italia e' scesa in 2 anni dal

17* al 21* posto e non e' stata capace di segnare nell'ultimo

anno progressi significativi.

Colpiscono in particolare in negativo i dati relativi alla

condizione della donna e al suo ruolo o riconoscimento

sociale nel nostro Paese. La percentuale delle donne sedute

in parlamento per esempio e' pari al 21%, e, benche'

aumentata di un punto percentuale rispetto allo scorso anno,

risulta inferiore rispetto a quella di paesi come

l'Afganistan (28%), l'Angola (38%) o il Mozambico (39%).

Negli ultimi 10 paesi della classifica 1 bambino su 7

muore prima dei 5 anni mentre 1 su 3 soffre di

malnutrizione.

Il semplice allattamento al seno puo' salvare 1 milione di

bambini in piu' all'anno.

In Norvegia una donna riceve in media ben 18 anni di

istruzione scolastica contro i 4 del Niger, dove a livello

politico solo il 14% dei seggi in parlamento sono occupati da

donne contro il 40% dell'assemblea norvegese.

Solo il 5% delle donne nigerine utilizza i moderni metodi

contraccettivi mentre sono ben 4 su 5 quelle che li

utilizzano in Norvegia.

Anticipando il tema della nutrizione che sara' al centro

del vertice G8 previsto il 18 e 19 maggio a Camp David negli

Stati Uniti, il Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo

esplora quest'anno a fondo l'aspetto della nutrizione, un

fattore chiave per il benessere delle mamme e dei loro

bambini: ben il 25% delle morti materne e piu' di un terzo di

quelle infantili nel mondo dovute proprio alla

malnutrizione.

''C'e' una stretta correlazione tra le condizioni in cui

versa una madre, sia fisiche che di lavoro o istruzione, e le

condizioni di salute del suo bambino - lo dichiara Valerio

Neri, direttore generale di Save the children Italia -. Il

rapporto di Save the Children segnala come nell'Africa

Sub-sahariana fino al 20% delle donne e' ritenuto in

condizioni di sottopeso eccessivo, e la percentuale sale fino

al 35%, piu' di 1 donna su 3, nell'Asia meridionale. E'

chiaro che queste donne hanno un'elevata probabilita' di

mettere al mondo un figlio con un quadro di salute

precario''.

Per quanto riguarda le situazioni di emergenza, nel solo

Niger, ultimo paese nella classifica di Save the Children, la

grave crisi alimentare in atto sta minacciando direttamente

la vita di 1 milione di bambini, ma sono ben 7 i paesi tra

gli ultimi 10 ad essere attualmente colpiti da una crisi

analoga.

Nei 30 paesi meno sviluppati la percentuale di bambini

affetti da rachitismo - la condizione medica causata dalla

malnutrizione cronica che ne impedisce lo sviluppo e la

crescita mentale e fisica - e' del 40% o piu', ed e'

peggiorata negli ultimi vent'anni in 4 tra gli ultimi 10

paesi della classifica. In Asia, nonostante i progressi fatti

in alcuni paesi, il rachitismo colpisce la meta' dei bambini

che vivono in Afghanistan e India. L'estrema gravita' di

questi dati risulta ancora piu' evidente se si pensa che

l'esposizione concreta al rischio di malnutrizione cronica

riguarda oggi, nel mondo, ben 171 milioni di bambini.

Rimedi come la formazione degli operatori sanitari di

comunita', sono parte degli interventi della campagna Every

One di Save the children, che per tutto il mese di maggio,

grazie all'impegno di Sisal potra' essere anche sostenuta

effettuando donazioni presso le oltre 46 mila ricevitorie

distribuite sul territorio nazionale.

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