Save the Children, UE ponga fine a condizioni disumane iaole greche -2-

red/Mgi

Roma, 3 mar. (askanews) - "Occorre immediatamente mettere in atto un meccanismo di responsabilità condivisa, che tuteli rifugiati e richiedenti asilo, anziché chiudersi in egoismi nazionali. Anche di fronte alla grave emergenza umanitaria con migliaia di persone al confine di Edirne, dove secondo le stime il 40% sono donne e bambini[1], gli stati Europei non possono comportarsi come se la cosa non li riguardasse. Non si gioca con la vita dei bambini".

Gli sbarchi in Grecia sono aumentati, solo nei primi due giorni di marzo sono arrivate dalla Turchia 1.200 persone[2]. Questo va ad incidere su una situazione già di per sé difficilissima con oltre 40 mila migranti, di cui più di 13 mila minori, bloccati nei campi sovraffollati delle isole greche in condizioni allarmanti, aggravate dalle tensioni scaturite negli ultimi giorni, dopo l'aumento dell'afflusso dei profughi dalla Turchia.

Save the Children, l'Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, sottolinea che nelle isole greche i bambini, vivono in condizioni disumane, dormendo anche all'aperto nei rigori invernali e sono esposti a rischi per la salute e a violenze e stanno pagando un prezzo altissimo.