"Savoini è un soldato della Lega, ha la schiena dritta", dice Mario Borghezio

"Certo che conosco il Savo, è un mio vecchio amico. (...) È un soldato della Lega, delle nostre idee". Mario Borghezio, leghista della prima ora​, europarlamentare del Carroccio dal 2001 al 2019, ha parlato del caso Savoini e dei presunti finanziamenti russi alla Lega in una intervista con il Corriere della Sera. A proposito delle foto che ritraggono Savoini alla cena di gala con Putin e con Salvini a Mosca (il vicepremier ha dichiarato di non averlo invitato), Borghezio dice: "Savoini è presidente dell'associazione Lombardia-Russia non a caso, non è che si occupa della Cambogia. È normale che fosse agli incontri e forse era più interesse della parte russa, che si deve premunire dai mestatori e faccendieri che cercano di infilarsi ovunque". "Savoini si era guadagnato la stima della Russia. Lo consideravano un amico, interlocutore affidabile. Ma la prova assoluta che tutto fosse alla luce del sole è che in questa stagione le casse della Lega sono vuote". Perché allora Salvini scarica Savoini?, chiede il Corriere: "Sul perché preferirei non dichiarare. Ma si può capire una certa prudenza davanti a un'inchiesta che sembra una spy story". Ancora: "(...) La linea ufficiale della Lega, “non sappiamo nulla”, è comprensibile. Prudenza doverosa da parte di chi ha responsabilità nel governo, visto il tentativo pesante di montatura indirizzata a colpire Salvini attraverso una persona facilmente identificabile come a lui vicina".Per Borghezio Savoini "è onesto, ha la schiena dritta e non ha nulla da temere, ma conoscendo i giudici di Milano gli ho consigliato di trovarsi il migliore avvocato, perché la questione è grossa". E sull'ipotesi di reato di corruzione internazionale l'ex europarlamentare dice: "O c'è il finanziamento, oppure quei soldi da parte di uno Stato straniero non ci sono. Se non c'è reato, non c'è motivo di continuare questa speculazione politica e giudiziaria. Al di là di quello che Salvini dice dei suoi rapporti con Savoini, la cosa importante è quando dichiara di non aver preso un rublo".Leggi qui l'intervista integrale al Corriere

"Certo che conosco il Savo, è un mio vecchio amico. (...) È un soldato della Lega, delle nostre idee". Mario Borghezio, leghista della prima ora​, europarlamentare del Carroccio dal 2001 al 2019, ha parlato del caso Savoini e dei presunti finanziamenti russi alla Lega in una intervista con il Corriere della Sera

A proposito delle foto che ritraggono Savoini alla cena di gala con Putin e con Salvini a Mosca (il vicepremier ha dichiarato di non averlo invitato), Borghezio dice: "Savoini è presidente dell'associazione Lombardia-Russia non a caso, non è che si occupa della Cambogia. È normale che fosse agli incontri e forse era più interesse della parte russa, che si deve premunire dai mestatori e faccendieri che cercano di infilarsi ovunque". 

"Savoini  si era guadagnato la stima della Russia. Lo consideravano un amico, interlocutore affidabile. Ma la prova assoluta che tutto fosse alla luce del sole è che in questa stagione le casse della Lega sono vuote".  Perché allora Salvini scarica Savoini?, chiede il Corriere: "Sul perché preferirei non dichiarare. Ma si può capire una certa prudenza davanti a un'inchiesta che sembra una spy story". Ancora: "(...) La linea ufficiale della Lega, “non sappiamo nulla”, è comprensibile. Prudenza doverosa da parte di chi ha responsabilità nel governo, visto il tentativo pesante di montatura indirizzata a colpire Salvini attraverso una persona facilmente identificabile come a lui vicina".

Per Borghezio Savoini "è onesto, ha la schiena dritta e non ha nulla da temere, ma conoscendo i giudici di Milano gli ho consigliato di trovarsi il migliore avvocato, perché la questione è grossa". E sull'ipotesi di reato di corruzione internazionale l'ex europarlamentare dice:  "O c'è il finanziamento, oppure quei soldi da parte di uno Stato straniero non ci sono. Se non c'è reato, non c'è motivo di continuare questa speculazione politica e giudiziaria. Al di là di quello che Salvini dice dei suoi rapporti con Savoini, la cosa importante è quando dichiara di non aver preso un rublo".

Leggi qui l'intervista integrale al Corriere