Sbarcano a Tolone i 230 della Ocean Viking ma le polemiche non si placano

Mentre per i 230 naufraghi a bordo della Ocean Viking con lo sbarco nel porto di Tolone il peggio sembra essere passato, la rottura tra Italia e Francia pare destinata ad approfondirsi. Prigionieri di posizioni di principio Parigi e Roma continuano ad accusarsi reciprocamente di non volersi far carico dell'accoglienza. Il governo italiano chiede un meccanismo europeo per la riallocazione delle persone in arrivo, mentre quello francese promette decisioni rapide sul destino dei 230 sbarcati a Tolone, per ora trattenuti in Francia.

Eric Jalon, responsabile del Servizio stranieri del ministero dell'Interno francese dice: "Questo trattamento viene effettuato in un quadro giuridico preciso. Il collocamento in zona d'attesa si applica ali cittadini stranieri che entrano nell'area Schengen senza soddisfare le condizioni legali richieste. Le persone prese in custodia in una zona di attesa non sono quindi autorizzate ad entrare nel territorio nazionale e sono obbligate a rimanere sotto il controllo della polizia di frontiera".

Meloni: "Parigi aggressiva e incomprensibile"

La premier italiana Meloni ha definito "aggressiva e incomprensibile" la reazione francese, e ha sottolineato che l'Italia è da anni uno dei principali punti di sbarco per i migranti: "Novantamila persone, poco meno, sono sbarcate in Italia dall'inizio di quest'anno. Nell'accordo di ricollocazione, a cui aderiscono 13 paesi europei, si prevede che circa 8000 persone debbano essere ricollocate, meno del 10%. Sapete quante persone sono state trasferite finora? 117, solo 38 in Francia".

Meloni, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha annunciato il varo di nuovi provvedimenti legislativi in materia di immigrazione, senza escludere norme che permettano il sequestro e la confisca delle navi armate dalle Ong umanitarie.

Berlino: "Attenersi al meccanismo di solidarietà"

"Per fare progressi sostenibili abbiamo bisogno di procedere con determinazione in Europa nel contesto della riforma del sistema comune di asilo. Il meccanismo di solidarietà concordato nel giugno 2022, con il quale i diversi Stati si impegnano in diversa misura ad alleggerire il carico dei Paesi di frontiera del Sud, è in questo senso un primo passo molto importante. La Germania accoglie in questo contesto 3.500 migranti". Lo ha detto un portavoce del ministero dell'Interno tedesco.

Mattarella: "Cercare una risposta comune"

"Mentre intensifichiamo il dialogo con i Paesi terzi di origine e transito dei migranti, dobbiamo lavorare affinché i principi di coordinamento e di responsabilità condivisa tra Stati membri guidino la risposta comune a un fenomeno determinante per le nostre stesse prospettive di crescita. Tutto questo sollecita ancor di più l'intera comunità internazionale e, appunto, per quanto ci riguarda da vicino, l'Unione, a raggiungere intese efficaci e rispettose dei diritti di ciascuno. Così si progetta un futuro condiviso". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso a Maastricht.

Madrid: "Sbarchi nel porto sicuro più vicino"

"La tradizione vuole che le navi portino i migranti nei porti sicuri più vicini, li facciano sbarcare e poi siano ricollocati da lì. È qualcosa che ha funzionato molto bene". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in un'intervista a El Periódico de España sulle richieste italiane sulla gestione europea degli arrivi nel Mediterraneo. "Il modo più normale e più semplice, secondo la legge del mare, è recarsi al porto sicuro più vicino, far sbarcare e trasferire rapidamente e ricollocare quelle persone in diversi Paesi", ha aggiunto Albares nell'intervista realizzata ieri a Bruxelles.

Weber: "Attuare la solidarietà europea"

Il presidente del Ppe, Manfred Weber dopo l'incontro con la premier Giorgia Meloni ha ribadito che "si dovrebbe mettere in pratica la solidarietà in Europa, l'Italia merita che gli altri Stati la aiutino. È quello che chiedo ed è quello che è previsto dall'approccio europeo. Non dobbiamo fermare la cooperazione europea ma aumentarla, e da un punto di vista legale devo dire che abbiamo una buona possibilità che in questo momento la presidenza ceca dell'Unione europea raggiunga accordi vincolanti sulle migrazioni. Ne stiamo discutendo dal 2015, dalla più grave crisi migratoria che abbiamo fronteggiato in Europa. Stiamo discutendo da anni e ora abbiamo una buona possibilità di risolvere la questione a livello politico europeo. Usiamo il dibattito in corso, anche lo scontro in atto, per risolverlo, per avere protezione dei confini e solidarietà".