Sblocca cantieri, l'accordo ancora non c'è

Giuseppe Colombo

Salvo intese perché l'intesa che conta, quella politica, dentro al governo ancora non c'è. E serviranno giorni, forse anche settimane - rivela una fonte leghista dell'esecutivo a Huffpost - per capire quale sarà la forma finale che assumerà il decreto sblocca-cantieri. Perché quello uscito da un Consiglio dei ministri ad alta tensione, dove Lega e 5 stelle non si sono risparmiati battibecchi e veti incrociati, è un testo aperto, suscettibile di modifiche. Salvo intese è una formula che significa lavori in corso, nodi ancora da sciogliere, tempo aggiuntivo per intervenire nella pancia delle norme. La Lega ha provato a smontare una parte dell'impianto messo a punto dal ministero dei Trasporti, guidato dal penstastellato Danilo Toninelli, e da palazzo Chigi: qualcosa ha ottenuto, ma non abbastanza per i propri desiderata. I grillini, invece, hanno dovuto parare i colpi: qualcosa hanno concesso, molto altro dovranno difendere perché il Carroccio è pronto a modifiche pesanti durante l'iter parlamentare del decreto.

Un punto, anche se non definitivo, andava messo anche per le pressioni che arrivano dall'esterno, cioè dai costruttori e dal mondo dell'edilizia in generale, e questo l'ha preteso Giuseppe Conte. Il premier si è speso in prima persona per provare a contenere lo scontro che è deflagrato al tavolo del Consiglio dei ministri, dove Matteo Salvini ha riproposto la sua contrarietà per l'esclusione delle norme sulla cosiddetta rigenerazione urbana. Un'espressione che i 5 stelle hanno letto, ancora una volta, come un condono inaccettabile. Il Carroccio in realtà ha provato ad ammorbidire i contenuti di quella che era una vera e propria sanatoria, così come scritta negli scorsi giorni, ma non è riuscita nel suo intento. Quelle norme non sono entrate nel testo approvato.

L'articolazione è complessa perché la mancata intesa sulle norme si intreccia con la portata politica delle stesse. Si parla di opere, di cantieri, e anche in questa partita...

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